Rosario Cauchi

Il Lombardo quater, stando a quanto emerso nel corso di un intenso dibattito organizzato a Gela dal circolo Pd che fa capo all’europarlamentare Rosario Crocetta, si conferma una soluzione accolta da una vasta ed eterogenea coalizione politica. A ribadire la necessità del superamento degli schieramenti allo scopo di raggiungere l’obiettivo di un governo tecnico delle riforme sono stati il democratico Giuseppe Lumia e l’esponente di “Futuro e Libertà per l’Italia” Fabio Granata, affiancati dall’autonomista Giovanni Pistorio e dal rappresentante dell’Udc Gianpiero D’Alia.

 

“La nostra missione – ha detto Giuseppe Lumia – è molto ambiziosa, si tratta di co-fondare, tutti insieme ed aldilà delle differenze personali, un nuovo modello di governo imperniato esclusivamente su una forte volontà riformatrice”. “La Sicilia -ha ammesso Fabio Granata – si è sempre dimostrata fondamentale battistrada anche per esperienze nazionali, come nel periodo post-stragi, ed anche adesso è necessario smarcarsi da meccanismi centralistici, il blocco di centro-destra ha fallito, bisogna prenderne atto ed iniziare a collaborare con chi ci sta”.

 

I punti nevralgici sono diversi: acqua pubblica, riforma del sistema di gestione dei rifiuti, scuola a tempo pieno e rimodulazione della pubblica amministrazione. Anche Udc ed Mpa, secondo quanto affermato dai senatori Gianpiero D’Alia e Giovanni Pistorio, sono pronti a sposare l’avvio di una nuova entità di governo, “necessaria-hanno detto-per contrastare lo squilibrio nordista generato dal triangolo Berlusconi-Bossi-Tremonti”. “Non c’è sviluppo senza legalità – hanno aggiunto Granata e Lumia -e per questa ragione non bisognerà farsi sfuggire l’opportunità garantita dai fondi comunitari 2007-2013, ma al contempo sarà essenziale difendere strumenti nevralgici per la lotta alla criminalità organizzata come le intercettazioni telefoniche”.

 

Il pensiero predominante, riassunto dallo stesso Lumia, è “di non essere in alcun modo terminali passivi di consenso, quanto, invece, attivi protagonisti di processi che non possono essere imbastiti solo a Roma, neanche dal mio stesso partito”. Da Gela il messaggio appare molto chiaro: un governo tecnico per le riforme.