"La partita vera puo’ essere sul mercato del lavoro e sull’art. 18, ce lo chiedono l’Ocse e i mercati finanziari".
Sono questi, secondo l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, i nodi piu’ importanti che il governo dovra’ sciogliere. Tremonti, intervenuto alla trasmissione "Agora’" su Raitre, sottolinea come il decreto sulle liberaliazzazioni si sia indebolito strada facendo "Si e’ fatto un giro sui taxi e si e’ tornati come era prima.
C’e’ stato un passo indietro su tutto -afferma- non credo che l’Italia diventi piu’ ricca se ha 500 notai in piu’, e per quello che riguarda le semplificazioni il cittadino e’ ridotto come Renzo Tramaglino nei Promessi Sposi, mentre la riforma delle professioni sembra ‘La patente’ di Pirandello. Se si pensa che il Pil cresca grazie a questo decreto sviluppo si fanno solo esercizi teorici". Sono la burocrazia, l’eccesso di procedure e controlli che strozzano la ripresa. "Il nostro problema -dichiara l’ex ministro dell’Economia- e’ la lentezza burocratica. Questo paese deve per 3 anni modificare la Costituzione e dovrebbe dire: tutto e’ libero tranne quello che e’ vietato dal codice penale". (Pol/Zn/Adnkronos) 23-FEB-12 09:23
