C’e’ una "cabina di regia" dietro le inchieste che negli ultimi 365 giorni hanno investito Berlusconi e alcuni dei suoi collaboratori. Il coordinatore del partito Sandro Bondi ci crede e lo ha messo nero su bianco in un intervento pubblicato dal "Giornale", scrivendo che e’ "ragionevole pensare che vi sia qualcuno che pianifichi i filoni di inchiesta, che individui i possibili bersagli e sintonizzi il tutto con l’ordine politico e i mezzi di comunicazione". L’offensiva mediatico-giudiziaria mira soprattutto a appannare i "successi politici di Silvio Berlusconi", a "fermare la marcia inarrestabile" del presidente del Consiglio alimentata dalla "soluzione" del caso Alitalia, dell’emergenza rifiuti in Campania a dalla positiva gestione dei soccorsi e della ricostruzione post terremoto in Abruzzo.
Le rivelazioni sulla vita privata del premier e le "tagliole giudiziarie da far scattare al momento opportuno per colpirlo nel cuore dei suoi interessi economici", fanno parte, secondo il coordinatore del Pdl, di una "strategia". Ma nella cabina di regia, scrive ancora Bondi, "devono aver capito che Berlusconi e’ indistruttibile". Ecco quindi che scattato il ‘piano B’, ovvero colpire i suoi principali collaboratori: Dell’Utri e Bertolaso. Le accuse che hanno investito il capo della Protezione civile sono "risibili" e si "scioglieranno come neve al sole" ma e’ possibile, azzarda Bondi, che la ‘cabina di regia’ ("alla quale la sinistra obbedisce e si adegua vendendo l’anima", continua il coordinatore pidiellino), abbia gia’ individuato altri obiettivi.
"Nell’attesa che qualche magistrato abbia il coraggio di verificare l’esistenza di questi torbidi intrecci, ancora una volta la difesa, la salvezza, puo’ venire dal popolo, dai cittadini, i quali, anche in occasione delle prossime elezioni -conclude Bondi- possono alzare uno scudo invalicabile a difesa delle democrazia".
