"Di fronte ad una situazione di emergenza, con Berlusconi che va al voto per ottenere i pieni poteri, stravolgere la Costituzione e puntare al Quirinale, scatterebbe una risposta straordinaria e di emergenza da parte di tutta l’opposizione: la nascita di una alleanza costituzionale". Lo dice Dario Franceschini, presidente dei deputati del Pd, intervistato da La Repubblica, in merito a possibili scenari di elezioni anticipate. L’alleanza costituzuione, secondo quanto afferma Franceschini, sarebbe "aperta a tutte le forze che alla svolta autoritaria di Berlusconi sono pronte a dire di no. Partendo naturalmente dal Pd, da Di Pietro, dalla sinistra che e’ fuori dal Parlamento".
E sull’Udc, l’esponente Pd dice: "Casini e’ all’opposizione, e dunque e’ evidente che si tratta di un nostro interlocutore naturale". E anche se "c’e’ un pressing forte di Berlusconi, Casini dimostra di saper resistere. Del resto conosce, per averlo sperimentato, come si vive male nel centrodestra del Cavaliere". Alla domanda se l’alleanza costituzione imbarcherebbe anche Fini, Franceschini risponde: "Fini, sta conducendo la sua battaglia all’interno del campo di centrodestra". Secondo il presidente dei deputati Pd un fronte allargato da una parte a Casini e dall’altra a Vendola non significherebbe la fine della vocazione maggioritaria del Pd ma la "risposta a una situazione di emergenza". Perche’ "sarebbe un passaggio necessario per fermare la svolta autoritaria e arrivare alla costruzione di un bipolarismo moderno nel nostro paese".
Se nascesse il terzo polo di Casini, Fini e Rutelli, Franceschini sostiene che questo toglierebbe voti al centrodestra. "Ecco un’altra buona ragione per prevedere una vittoria elettorale del centrosinistra". La leadership dell’alleanza costituzionale "dipende dall’evolversi della situazione. Se la legislatura va avanti, abbiamo le primarie -dice l’esponente Pd- ma se la crisi si avvita, e rapidamente scatta la corsa alle urne, lo schema di gioco per forza cambia. Anche per ragioni di tempo, saremmo costretti a scegliere il nostro candidato premier magari solo in un mese". Il Pd, dice Franceschini, lavora "ad un governo di transizione con al primo punto la modifica del Porcellum. Pero’ se non dovesse andare cosi’, non abbiamo alcuna paura di affrontare la prova delle urne anche con questa legge elettorale". E su una tregua nella maggioranza l’esponente Pd afferma: "Io ho visto la faccia di un leader al tramonto. La dialettica non e’ prevista nel centrodestra del Cavaliere. Nega alla radice l’essenza stessa del suo sistema. Nella sostanza lo strappo con Fini e’ irrimediabile". "Il Cavaliere -aggiunge- usa l’arma del voto al contempo come una minaccia e come una tentazione. Sogna anche il colpaccio grazie al Porcellum, che gli consentirebbe di mettere in lista solo i fedelissimi e di fare il pieno grazie ad un premio di maggioranza vergognoso. Pero’ sa anche che questo sogno rischia di trasformarsi in incubo". Infine sui finiani sono pronti a sottoscrivere al 95 per cento la verifica il presidente dei deputati Pd afferma: "Berlusconi gia’ alza il tiro: perche’ a lui, in realta’, interessa solo il 5 per cento. Solo le leggi ad personam".
