Salvatore Parlagreco

E’ l’invito a seguire l’esempio di Sandro Pertini rivolto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a quello della Camera Gianfranco Fini uno dei temi che infiamma maggiormente lo scontro sul web tra Pdl e la neonata formazione Futuro e liberta’ per l’Italia. "Fini lasci come fece Pertini", e’ uno dei titoli che apre il sito del Popolo della liberta’, anche se poi l’internauta Filippo, che interviene sullo spazio azzurro, non mostra particolare stima per la tradizione del Partito socialista, visto che scrive: "mai avrei immaginato un Fini in stile democristiano o peggio socialista. Che pena".
 

"Generazione Italia" rimanda al mittente il monito del premier, riferendosi sempre all’ex presidente della Camera e della Repubblica: "Caro Silvio, giu’ le mani da Pertini", e’ il titolo di un articolo di Massimiliano Tancioni, che poi aggiunge: "A lei che cita impropriamente Pertini a suo uso e consumo contro il presidente Fini vorrei ricordare queste parole dell’amato presidente della Repubblica. ‘La Costituzione e’ la bussola da seguire, politica e soprattutto morale. La corruzione e’ una nemica della Repubblica. I corrotti devono essere colpiti senza nessuna attenuante, senza nessuna pieta’ E dare loro solidarieta’, per ragioni di amicizia o di partito, significa diventare complici di questi corrotti’. Ora si chieda se non sia il caso che Lei ed altri notabili del Pdl e della politica in generale, anche se io mi preoccupo per quanto accade nella mia parte e non degli altri, non dobbiate seguire questo di esempio".

E Gemma Ferrero commenta: "Il signor onorevole Berlusconi non e’ degno di nominarlo nemmeno il nome di Sandro Pertini, che blasfemita’ dice! Non c’e’ fine alle sue cialtronerie". "Il suo amico era Craxi…mica Pertini…", sottolinea Carlo Maria Basilico, e Alberto Michelis ricorda: "Un mio parente, dirigente socialista genovese fra gli anni ’70 e ’80 (integerrimo, infatti si e’ poi dimesso…) ricordava di un episodio singolare di Pertini, in visita a Genova che, incontrando una delegazione del Psi ligure rifiutava di stringere la mano ad alcuni ‘signori’ che considerava dei malfattori. Sarebbe quindi il caso che il signor Berlusconi prima di parlare di Pertini si ponesse una domanda: se fosse qui, Pertini, mi stringerebbe la mano?"

Tra i navigatori dello stesso sito pero’ si registra anche qualche opinione diversa sull’ex Capo dello Stato. Se infatti Luigi rimanda ad un video su Youtube e consiglia "fate ascoltare a questa gentucola questo breve video di Sandro Pertini, sembrano le parole di Gianfranco Fini"; per Viola "Fini non c’entra niente con Pertini che era un partigiano socialista… Nessuna attinenza tra i due, meglio cosi’…". Affermazioni alle quali replica sempre Luigi: "Viola le parole non sono ne’ di destra ne’ di sinistra, sono parole e basta! Basta con i muri ideologici!!!" Sul sito del Pdl sono numerose invece le voci di coloro che sollecitano un passo indietro di Fini dallo scranno piu’ alto di Montecitorio.

Per Enza "se c’e’ una persona che dimostra di non avere il senso delle istituzioni e’ proprio Fini, che non dimostra di avere rispetto per la poltrona che occupa". "Finalmente – fa eco Lidia – e’ stata chiarita la posizione dell’onorevole Fini che spero si dimetta da presidente della Camera!" Due internauti, che si firmano, rispettivamente, ‘Le comiche finali’ ed l.p., alla richiesta di dimissioni uniscono un consiglio di natura politico-istituzionale nel caso in cui il governo non riesca ad avere la maggioranza sufficiente: "Che direbbe/farebbe Napolitano -nota il primo- se, ogni volta che parla Fini, Pdl-Lega escono dall’Aula? Se non partecipano piu’ ai lavori? Si puo’ sciogliere solo una Camera". Ovvero, aggiunge il secondo, "per far dimettere Fini o lo si boicotta apertamente,o si scioglie solo la Camera e si torna a votare". Anche perche’, prevede in un altro post, "la situazione non reggera’ a lungo.

E se sul sito dei Promotori della liberta’ e’ un susseguirsi di "presidente, siamo con te", "festeggiamo", "era ora", "grazie presidente", "il dado e’ tratto"; su quello del Pdl, tra messaggi dedicati anche ad altri argomenti, come il controllo dell’immigrazione, non manca chi critica le decisioni prese nei confronti di Fini: "Vergogna!!!!!! – tuona Daniele – E questo sarebbe il partito dell’amore e della liberta’!! Non vi votero’ mai piu’!!!! Espellere il co-fondatore senza un minimo dibattito interno".

"E’ stato uno sbaglio espellere i finiani! – rincara la dose Andrea – Abbiamo usato metodi comunisti anche noi. Ma non eravamo liberali?" Tema, quest’ultimo ripreso anche su Generazione Italia, che propone un corsivo dal titolo "dalla rivoluzione liberale alle liturgie comuniste", con foto del ventisettesimo congresso del Pcus, quello durante il quale Michail Gorbaciov lancio’ la glasnost e la perestroika.

Piu’ in basso poi viene presentato il documento su Fini votato dall’Ufficio di presidenza del Pdl giovedi’ scorso e il video della successiva conferenza stampa di Berlusconi, sotto il titolo "centralismo carismatico, il Pdl e il documento in stile Pci", con la stella rossa con falce e martello al centro sovrapposta al simbolo del Popolo della liberta’.

Non ci sta ‘Il Predellino’, quotidiano on line diretto dal deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, che replica con un intervento di Giacomo Petrella, parlando di "paradosso politico-culturale assai divertente se si considerano l’anticomunismo viscerale del premier e degli ex-Fi e la dimensione sessantottarda dei riferimenti ideali di ‘Farefuturo’ e del ‘Secolo d’Italia’: dallo sdoganamento di ‘Bella Ciao’, alla difesa della ‘costituzione sovietica’ del ’48, dal neofemminismo antipadronale, sino all’esaltazione poppettara della subcultura fascio-comunista tipica del finianesimo veltroniano da premio Strega".

"Incredibile ma vero, mentre l’impolitico Fini inseriva nel manifesto programmatico della sua destra culturale ogni possibile riferimento al socialismo liberale, al progressismo democratico, scegliendo cosi’ la cultura perdente della sinistra italiana ed europea, il Cavaliere -insiste ‘Il Predellino’- si faceva talmente politico, talmente pragmatico, talmente leader di un cambiamento epocale volto alla Terza Repubblica e non agli equilibri del momento, da accettare i rischi di un”epurazione’, con la tipica forza creatrice di chi spezza il nodo gordiano, di chi assale senza remore il grigio palazzo del potere".

"Paradosso della storia, paradosso della politica, paradosso dell’uomo, oggi Berlusconi resta primo attore della scena, primo fante sul campo di battaglia, con la nomea che meno si sarebbe potuto aspettare dopo essere sceso in politica per salvare l’Italia dal riformismo progressista di Occhetto e De Benedetti: la nomea di comunista e di bolscevico".

Tornando infine ai supporter finiani, su "Ffwebmagazine", il periodico on line della Fondazione ‘Farefuturo’, arriva al presidente della Camera il plauso degli elettori del centrosinistra: "desidero esprimerLe -scrive Pietro Trentin- la mia stima e fiducia per il passo importante che Lei ha saputo fare, mettendo il senso dello Stato e l’etica pubblica come principi fondamentali della politica. Da cittadino italiano, prima ancora che da leale avversario politico, auspico che Lei e il suo neonato movimento possiate, nel breve periodo, costruire quella destra moderna, democratica, liberale, di cui il nostro Paese ha enorme bisogno, emarginando il populismo e l’affarismo impersonati da Berlusconi".