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I grandi temi della politica nazionale ma anche i nodi da sciogliere in Sicilia, a partire dalle Amministrative di primavera, con la corsa per la poltrona di sindaco del Comune di Palermo. Saranno questi gli argomenti al centro della manifestazione di Futuro e libertà per l’Italia, fissata per le 11 di sabato al teatro Politeama di Palermo, con l’arrivo nel capoluogo del presidente della Camera e leader del movimento Gianfranco Fini.

 

"Sarà la prima vera manifestazione ufficiale su Palermo dopo la costituzione del nostro movimento”, spiega Alessandro Aricò, coordinatore regionale vicario e parlamentare all’Ars di Fli. “Fini inizierà il suo tour per l’Italia da Palermo e questo ha un grande significato politico”.

Le Amministrative di primavera si avvicinano a grandi passi.

“Pensiamo che Palermo, dove Fini è a casa propria, e tutta la Sicilia possano rappresentare la roccaforte di Fli”.

Alleanze e candidature sono però in alto mare anche a Palermo.

“La prossima settimana inizieremo gli incontri con le altre forze del Terzo polo per tracciare un programma di dieci punti, facilmente comprensibili dalla gente. Sarà un programma che il candidato della nostra coalizione si impegnerà a realizzare nel corso del suo mandato”.

La candidatura di Giulia Bongiorno è sfumata definitivamente?

“E’ fortemente in bilico. Nel gioco delle percentuali le attribuirei un 70% di No, anche se attendiamo una sua decisione definitiva. Di certo c’è che al momento un candidato del Terzo polo è ipotizzabile, ma il nome dovrà nascere dalla concertazione con le altre forze della coalizione”.

Prima della Bongiorno si era parlato di una possibile candidatura anche per lei.

“Era stata uan proposta lanciata da Pippo Scalia quando ricopriva il ruolo di coordinatore regionale di Fli, ma era soprattutto un’idea costruita per far capire che Fli era in grado di esprimere candidature in qualsiasi competizione elettorale”.

A lei piacerebbe diventare il candidato sindaco per Palermo?

“Ne sarei lusingato, ma credo che tutto debba essere valutato all’interno del Terzo polo e inoltre credo che la Bongiorno avrebbe maggiori chance di elezione. Abbiamo bisogno, in ogni caso, di una candidatura condivisa perché vogliamo vincere e governare questa città, non ci interessa la semplice legittimazione politica. La mia eventuale candidatura avrebbe bisogno di una convergenza di tutte le forze del Terzo polo, viceversa perderebbe significato. Detto questo, se il partito dovesse chiedermi con forza la candidatura, la valuteremo insieme ma tutto questo, al momento, è prematuro. L’importante è che il candidato sindaco abbia ben presente le emergenze che sarà chiamato ad affrontare già all’indomani delle elezioni”.

Con Fini parlerete anche del rapporto con il governo Lombardo?

“Certo, abbiamo pronte delle richieste per quest’ultima parte di legislatura e desideriamo che il governo le faccia proprie, come la proposta di legge sulle nuove aziende che insedieranno il proprio tessuto produttivo e la residenza fiscale sull’Isola. Abbiamo la possibilità di far sì che i proventi delle attività produttive svolte in Sicilia possano essere pagate qui e per le imprese ci sarebbero benefici fiscali fino a 400 mila euro.

A voi sta a cuore anche la cancellazione delle Province.

“Non è necessaria una legge costituzionale per abolirle, basterebbe una semplice norma inserita in Finanziaria. Il problema sta anche nell’esistenza di tanti enti intermedi, come le comunità montane o gli Ato, che costano molto e che stanno rendendo progressivamente inutili le Province, esaurendone i compiti. Sia chiaro che il taglio delle Province non porterebbe a un immediato abbattimento dei costi, ma nel lungo periodo, con il pensionamento dei dipendenti, certamente sì”.

Sul tavolo anche il nodo sul governo politico.

“Da tempo ribadiamo che questa eventualità non va bene. Gli assessori tecnici stanno facendo un buon lavoro, dobbiamo dargli qualche mese di tempo in più, poi quando entreremo nell’ultimo anno inizieremo a pensare con quale coalizione affrontare le prossime elezioni. A quel punto l’alleanza non sarà più tecnica ma politica”.

Esclude un’alleanza col Pd?

“Sarebbe complicata da spiegare al nostro elettorato storico, che in gran parte si riconosce nei valori che erano di Alleanza nazionale. Una cosa è certa: dopo queste Amministrative dovremo decidere e presentare la coalizione alla gente. Le alleanze del futuro partiranno all’indomani delle Amministrative”.