"Continua lo stillicidio di notizie al di fuori dei tavoli ministeriali, peraltro non confermate, in cui l’unica cosa data per scontata non è la qualità del progetto industriale degli imprenditori che vorrebbero subentrare ma è il fatto che la Fiat vada via da Termini", affermano i segretari di Cgil, Cisl e Uil di Palermo Maurizio Calà, Mimmo Milazzo e Antonio Ferro.
"In realtà l’unica cosa vera di questa vicenda – aggiungono i tre segretari provinciali – è la totale mancanza di presenza, di autorevolezza e di peso della classe politica siciliana. Questa gravissima assenza si nota a tutti i livelli, dai deputati e senatori nazionali ai ministri della Repubblica e alle alte cariche dello Stato, che non solo non sono in grado di esprimere nessuna chiara posizione contro la fuga della Fiat e di altre multinazionali dalla Sicilia ma che hanno dimostrato di non contare nei confronti del governo e delle imprese. Ben diverso è stato invece l’atteggiamento politico dimostrato dai loro colleghi del Nord, sia di governo che di opposizione. Lì hanno fatto fronte, qui si chiude perché non è stata spesa una sola parola".
