Consiglio comunale di Palermo: cosa sta succedendo da due mesi a questa parte? “Impera” il silenzio. O forse è qualcosa di più preoccupante? Le polemiche si sono attutite, quasi sfumate: sono diventate impercettibili. Non si ha più alcuna notizia, della cosiddetta “nuova maggioranza” di Consiglio, ossia: MPA, PD, PDL-Sicilia, IDV, ”Un’altra storia”, l’API (Rutelli). Un “cartello” di gruppi consiliari che contava su 28 consiglieri comunali sul plenum di cinquanta. Il “cartello”che ha battuto Cammarata, sull’aumentoTARSU, sull’assestamento del bilancio 2009, che ha rimandato in commissione la follia delle 12 aree bersaglio, che aveva bocciato pure l’aumento dell’acqua invocato dai privati di APS (di cui per la verità Cammarata non se ne è neanche curato).
Solo tre persone continuano a parlare, costantemente, delle malefatte di Cammarata: il capogruppo del PD Faraone, quello del PDL-Sicilia Agnello, e l’ex Sindaco Leoluca Orlando. Che batte e ribatte, genericamente, parlando di stagioni, negli ultimi sette anni, dove si sono consumate al Comune truffe e ruberie inimmaginabili. Ma soprattutto. continua ad alludere, ossessivamente, circa una “consonanza fiduciaria” tra l’ing. Francesco Paolo Alamia, l’ex immobiliarista e finanziere di fiducia di Vito Ciancimino, e l’allora avvocato Diego Cammarata, che sarebbe stato sindaco della “Gecos” srl, di proprietà dell’ingegnere di Villabate. Cammarata ha risposto, a brutto muso, pubblicamente, accusando Orlando di “sputare solo veleno, contro un suo avversario politico di successo, che l’ha battuto alle ultime elezioni”.
Il tutto, mentre, parrebbe – secondo boatos incontrollati ed incontrollabili – che negli ultimi mesi gli investigatori antimafia abbiano trovato, fortunosamente indagando d’altro (pare su un duplice omicidio), tracce di importanti infiltrazioni mafiose al Comune di Palermo, in ben due assessorati, considerati “sensibili” agli interessi “dei signori del riciclaggio” della città. Per cui tra poche settimane si potrebbe chiudere il cerchio, con la presentazione ai pm di un “esplosivo rapporto”, che preannuncerebbe un terremoto nel cuore di alcune strutture dell’Amministrazione comunale.
Al Comune in troppi tacciono da settimane, o parlano d’altro. Viene spontaneo domandarsi perché? Cronologicamente parlando, questo clima “strano” si è appalesato subito dopo la trattazione di tre questioni: una variante urbanistica sul Borgo Vecchio, il piano di rilancio dell’AMIA, l’astrusa questione della spartizione del rinnovo dei vertici delle commissioni consiliari. Ed invece – a parlare con garanzia di anonimato con chi ne sa sempre una di più a Palazzo dell Aquile – pare che sul “silenzio esploso” al Comune pesino, in realtà,(indagini antimafia ed anticorruzione a parte) due altre cose.
Anzitutto, il cammino sotto traccia (dal marzo scorso ad oggi) di una serie di grossi affari urbanistici; come è “more solito” a Palermo, e del quale pare sia pericoloso pure solo accennarne. Sensazione di pericolo frutto di una sorta di messaggio lanciato, per tempo, “urbi et orbi”, dai soliti “amici degli amici”.
Poi, l’elaborazione di un piano segreto del Sindaco e dei suoi, per “riacchiappare per i capelli” la possibilità di riaprire la partita sull’inceneritore da costruire a Bellolampo. Progetto stoppato mesi fa dalla coppia Lombardo-Cracolici, che tanto imbarazzo ha procurato ai protagonisti palermitani dell’alleanza comunale “PDL ufficiale – UDC”. Intendimento di rivalsa che – gliene va dato atto – Cammarata non nasconde affatto, anzi sbandiera con orgoglio persino nei suoi comunicati ufficiali, ogni volta che si paventa un nuovo episodio di possibile emergenza rifiuti.
Ed infine, ci sarebbe in ballo, ancora, l’agognato obiettivo di “privatizzare l’AMIA”. Che starebbe – ad appena un miglio dal traguardo – scatenando uno scontro, sotto traccia, senza esclusione di colpi, tra alcuni imprenditori del Centro-Nord-Italia, che si dividerebbero nel far riferimento politico ai due tronconi palermitani del PDL. Sbrigativamente li definiremo : un raggruppamento milanese, contro uno umbro-romano. Mica cose da ridere. Entrambi questi grossi raggruppamenti, sarebbero politicamente accreditati al “top level” del Governo a Roma. Entrambi i gruppi potrebbero contare su ampie solidarietà nella società siciliana : nei centri di potere felpati – quelli dei salotti e dei palazzi che contano – ma anche nelle “cosiddette realtà territoriali”.
Si preannuncia uno scontro duro, a fronte largo, mentre si affilano “dossier”, e si “distillano veleni”, su rapporti sociali e vita privata di questo o quel leader politico del centrodestra siciliano. Uno sarebbe uno smidollato crapulone, che chi sa cosa avrebbe commesso di inaudito. Un altro avrebbe a suo tempo, senza vergogna e cautela, fatto incetta di beni milionari, oggi presentati per roba di famiglia. Insomma, il crepuscolo della seconda repubblica si annuncia movimentato pure a Palermo. E forse, potrebbe innescarsi, proprio, a partire dal Comune di Palermo.
Intanto, i senza tetto di Via Messina Montagna continuano a vivere, inumanamente colì, nei containers. Neanche il potente TG satirico “Striscia la notizia” è riuscito a smuovere, e distrarre, “l’allegra brigata” che governa Palazzo delle Aquile dai suoi interessi prevalenti: urbanistica, rifiuti ed inceneritori, acqua ai privati, preparazione di un piano milionario di grandi eventi spettacolari.
Intanto, a Bellolampo, il lago di percolato da
Ci si chiede, infine, a che punto sia giunto il lavoro degli ispettori della Regione arrivati molte settimane fa al Comune di Palermo, a seguito degli esposti presentati al Presidente della Regione, contro
Come, neanche, nulla si sa, dell’iniziativa della Corte dei Conti siciliana che, a fine 2009, aveva posto in modo ultimativo una ventina di quesiti al Sindaco Cammarata. Il quale, avrebbe dovuto rispondere , in modo documentato e convincente, entro e non oltre la metà del gennaio scorso.
Ecco il punto. Oggi, di cosa accada, veramente, al Comune di Palermo non si sa più molto. Non ne sanno molto i cittadini, e talvolta pure gli stessi consiglieri comunali. Tranne ciò che, singolarmente, affiora (da Natale scorso) sulle pagine di cronaca comunale dei giornali: l’efficienza lodevole del Vicesindaco Scoma, il garbo innegabilmente simpatico e competente del brillante assessore all’urbanistica ing. Carta, l’operosità silenziosa del solito solerte e stimato Mario Milone. “L’eterno amico” di Cammarata. Che, peraltro, continua a far programmi di eventi culturali e spettacolari per il prossimo biennio di governo della città, mentre non si parla più della presentazione in Consiglio comunale di una mozione di sfiducia ai suoi danni.
Nel frattempo, a Palermo, tra la gente, monta una totale sfiducia verso la politica. Rassegnazione, destinata, prima o poi, a trasformarsi in sfiducia verso la democrazia, e quindi in astensionismo elettorale. Che finirà così, lo si comprende meglio, vedendo la gente passeggiare sui marciapiedi, tutti, rotti e sporchi, dribblando e sfiorando i cumuli di rifiuti che l’AMIA tarda, troppo spesso, a ritirare.
