Nel corso del suo lungo intervento in Aula il presidente della Regione siciliana ha smontato le accuse dei pentiti che lo tirano in ballo. ”Avola e’ un pluriomicida, che risulta ufficialmente da sentenze personaggio non attendibile ed inquietante. Ritenuto solito accusare grandi nomi. E’ un uomo che non ho mai visto e che ho chiesto di incontrare in un confronto" in un’aula di giustizia.
Poi c’e’ Carmelo Frisenna. ”Sarei stato in contatto – ha detto il governatore – per organizzare illeciti con tale Frisenna, detenuto ormai da oltre un anno per mafia, che viene processato e con un duplice sequestro di beni. Dalle conversazioni di Frisenna emerge un frenetico lavorio per le regionali del 2008, in cui il consenso viene scambiato con posti di lavoro. Secondo costui, il capo dei progettisti di un’opera pubblica sarebbe stato mio genero, come risulta da un’intercettazione. Io non ho generi, ho figli maschi e non ho all’orizzonte neppure nuore Lui conferma un rapporto con Torrisi e Firrarello – ha concluso Lombardo – Nelle intercettazioni si legge: ‘A Lombardo lo fanno attaccare, muore di morte naturale”’.
