Giulio Giallombardo

"Nessuno puo’ smentire che a tutt’oggi non e’ stata risolta quella che puo’ definirsi ‘l’anomalia siciliana’ del Popolo della Liberta’ che, caso unico nella territorio nazionale, nella nostra regione non e’ mai nato". E’ quanto scrivono in una nota i quindici deputati siciliani che hanno costituito il Pdl Sicilia che viene presenato oggi a Palermo. A presentare il nuovo partito e’ Gianfranco Micciche’.

 

Il Pdl-Sicilia, che spacca il gruppo parlamentare all’Assemblea regionale siciliana in due, sarà composto da 15 deputati su 34. Il Pdl Sicilia, ha detto Micciché, "sarà un forte alleato del governo guidato da Raffaele Lombardo", mentre è stata respinta qualunque ipotesi di collaborazione con il Pd: "Le nostre posizioni sono molto distanti".

 

"In questi anni – ha spiegato Micciché – c’é stata una gestione schizzofrenica del Pdl regionale. Non si può pensare di essere parte di un governo e contemporaneamente non parte di una maggioranza che lo sostiene. I cosi detti lealisti hanno due assessori e stanno all’opposizione che si manifesta anche disertando le commissioni e l’aula per bloccare l’azione del governo Lombardo".

 

Micciché ha poi sottolineato che il Pdl Sicilia "non cerca posti di sottogoverno", aggiungendo "ero contrario alla candidatura di Lombardo ma dopo che il partito lo ha indicato l’ho sempre sostenuto. Punto all’educazione della coerenza. Non cerchiamo acquisizione di potere". 

 

Riguardo all’ipotesi di un Partito del Sud Micciché ha puntualizzato "rimane una mia suggestione, ma finora non ho convinto gli altri colleghi a farlo nascere". "I quindici scissionisti – ha sottolineato – hanno l’assolutà volontà a rimanere nel Pdl ed a riconoscersi nell’azione politica di Berlusconi. Non vogliamo fare la guerra al Pdl dei lealisti che però di leale non hanno nulla. Hanno utilizzato la lealtà per il potere".

 

"Vogliamo avere un forte rapporto con il governo regionale guidato da Raffaele Lombardo, ed è questo che ci separa dai cosiddetti lealistì, ha detto il deputato alla Camera del Pdl, Dore Misuraca. Gli ha fatto eco Pippo Scalia ex An: "abbiamo atteso invano da parte dei vertici nazionale e regionali una risposta al nostro disagio dopo la nomina dei due coordinatori regionali e abbiamo invocato una gestione collegiale del partito. Ci sono state diverse trattative con la proposta di costituire un triunvirato in attesa della nomina di un segretario regionale. Le nomine non devono arrivare dal Nord ma il segretario deve essere eletto dagli iscritti. Confidiamo ad un gesto da parte dei vertici nazionali. Se non arriveranno risposte ci struttureremo in un movimento".

 

Tra gli obiettivi quello di "lanciare un appello al presidente del partito Silvio Berlusconi, perché d’intesa con Gianfranco Fini assuma la responsabilità di risolvere la grave crisi in tempi brevi". "Adesso promuoveremo la costituzione in tutti gli enti locali siciliani, iniziando dai consigli provinciali e comunali dei gruppi Pdl-Sicilia". Ha detto Micciché. "Se il logo non dovesse essere concesso – ha aggiunto – ne penseremo un altro".