Salvatore D'Anna

A poche ore dalla seduta dell’Ars che ieri sera ha votato gli ultimi articoli del ddl sul piano casa, il cui voto finale è previsto per martedì prossimo, i gruppi parlamentari di Pdl e Udc si scagliano contro il Pd per le posizioni assunte durante la discussione degli emendamenti, culminata con l’abbandono di sala d’Ercole da parte dei parlamentari dell’opposizione che contestavano la norma sulla delocalizzazioni poi ritirata dal governo Lombardo. Pdl e Udc denunciano "interessi poco chiari" da parte del Pd . "Da quanto accaduto in aula – dice il capogruppo dell’Udc all’Ars, Rudy Maira in conferenza stampa assieme ai deputati del Pdl – è chiaro che il Pd è diventato parte integrante del governo Lombardo. L’impegno messo dal Pd nell’elaborazione del ddl e nella difesa degli emendamenti più sospetti, fanno capire che questo partito è portatore di interessi non trasparenti. Questo governo con la stampella del Pd non fa gli interessi della Sicilia". Ancora più duri i toni del presidente della commissione Ambiente e territorio, Fabio Mancuso (Pdl): "Il Pd ha difeso norme scandalose che avrebbero consentito il sacco edilizio di Palermo e la realizzazione di affari attraverso l’emendamento che permetteva la demolizione di capannoni industriali nei centri storici con la possibilità di trasformali in abitazioni in altre aree". Anche per Toto Cordaro (Udc) "dietro ad alcuni emendamenti c’erano affari poco chiari e dobbiamo ringraziare il deputato De Luca che in aula ha spiegato bene cosa stava per fare Lombardo cpon la norma sulle delocalizzazioni". "Abbiamo sconfitto – aggiunge Cordaro – la premiata ditta Lombardo-Cracolici. La Sicilia purtroppo è nelle mani di un dilettante allo sbaraglio". Il capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, è finito anche nel mirino del presidente del gruppo del Pdl, Innocenzo Leontini. "A un certo punto in aula volavano foglietti con emendamenti riscritti più volte – dice – Cracolici è intervenuto più volte contraddicendosi, salvo poi accorgersi che alcune norme erano davvero pesanti manifestando inoltre fastidio quando il presidente Lombardo le ha ritirate, incalzato da noi".

 

Riguardo l’emendamento che estende gli ampliamenti alle attività industriali e artigianali, approvato ieri all’Ars, Rudy Maira ha detto: "Noi intendiamo di difendere gli interessi di industriali, artigiani e commercianti ma con provvedimenti organici e non attraverso norme che tutelano affari poco chiari". Maira e Leontini inoltre hanno criticato il capogruppo del Pdl-Sicilia Giulia Adamo. "Credo che abbia capito ben poco di quello che è successo ieri in aula – ha detto Maira – Quando ho chiesto il ritiro di tutti gli emendamenti, Adamo ha preso la parola dicendo che era favorevole, ma penso che non abbia inteso quello che stava facendo". Leontini invece critica "l’intempestività della Adamo". "Mentre era in corso il dibattito – ha sottolineato il capogruppo del Pdl – ha inviato una nota alle agenzie di stampa con la quale esultava per la vittoria, ma poi in aula il governo ritirava gli emendamenti".

 

"Grazie alla nostra opposizione costruttiva il piano casa non contiene norme scandalose malgrado alcuni deputati del Pd abbiano cercato di difenderle, la scelta del governo Lombardo di ritirare alcuni emendamenti è dipesa dalla nostra battaglia. Con la nostra iniziativa, che è stata morale ed efficace, abbiamo riportato il testo alla sua elaborazione originaria, eccetto per l’articolo 10". Lo hanno detto in conferenza stampa i capigruppo del Pdl e dell’Udc all’Ars, Innocenzo Leontini e Rudy Maira, in merito all’approvazione, ieri sera a sala d’Ercole, degli ultimi articoli del disegno di legge sul piano casa, il cui voto finale é all’ordine del giorno della seduta di martedì prossimo. I deputati del Pdl e dell’Udc, ieri sera, hanno abbandonato l’aula quando era in discussione l’emendamento che prevedeva la delocalizzazione degli immobili. "Così facendo – ha spiegato Leontini – abbiamo voluto denunciare il tentativo di inserire nel ddl norme che nulla avevano a che fare con lo spirito del piano casa". Secondo Maira "in aula c’é stata una vera e propria battaglia parlamentare, vinta dall’Udc e dal Pdl". "Abbiamo messo il governo con le spalle al muro".

 

"Con il Pdl Sicilia non c’é alcun cammino politico comune in corso". Così il capogruppo del Pdl all’Ars, Innocenzo Leontini, ha risposto durante la conferenza stampa sul piano casa ai giornalisti che gli hanno chiesto se il percorso di avvicinamento tra Pdl e Pdl-Sicilia, avviato con la collaborazione su alcune norme, si fosse interrotto. "Abbiamo solo condiviso alcuni articoli della legge, non c’é un riavvicinamento politico", ha aggiunto Leontini.

 

"Il Pdl e l’Udc sono in preda al delirio. Da esperti d’interessi loschi gettano fumo per confondere i siciliani". Così il capogruppo del Pd all’Ars, Antonello Cracolici, replica alle critiche dei gruppi parlamentari del Pdl e dell’Udc rispetto al ruolo del gruppo nella discussione sul piano casa, il cui voto finale è previsto per martedì prossimo. In particolare, Cracolici si sofferma, e difende, la norma sulle delocalizzazioni, molto criticata dall’opposizione che ieri sera ha abbandonato sala d’Ercole prima che il governo Lombardo decidesse di ritirarla. "Questa norma oggetto scandaloso da parte di quattro ignoranti – dice Cracolici – aveva il pregio di affrontare il tema di come liberare le aree di inedificabilità assoluta dagli immobili che a parole si vogliono demolire ma che nei fatti rimangono lì, incentivandone la demolizione consentendo di realizzarli in altre aree idonee dal punto di vista urbanistico attraverso il premio di cubatura previsto dalla legge". "Altro che scandalo – conclude Cracolici – per la prima volta, anzi, l’Ars avrebbe affrontato in modo serio un tema così importante".

 

“Pdl e Udc hanno devastato la Sicilia e adesso piangono lacrime da coccodrillo e fanno solo polemica piuttosto che occuparsi dei problemi della nostra Regione”. Lo ha detto il deputato regionale e segretario del Partito Democratico siciliano Giuseppe Lupo. “Il Pd- aggiunge Lupo- ha dato contributo importante all’approvazione della legge sul Piano casa esclusivamente nell’interesse dei siciliani. Pdl e Udc invece hanno tentato di affossarlo facendo ostruzionismo e ignorando i reali bisogni della nostra Regione. La legge sul Piano Casa –conclude Lupo- rispetta l’ambiente, può attivare significativi investimenti nell’edilizia e rilanciare l’occupazione del settore, che nel 2009 ha avuto una riduzione del diciotto per cento”. 

 

 

"E’ una riforma importantissima, che servirà alla Sicilia. Il Piano casa metterà in movimento la macchina delle costruzioni, per migliorare il nostro patrimonio edilizio". Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. Lombardo si è soffermato su quanto accaduto all’Ars. "Ieri sera alcuni emendamenti sono stati ritirati, perché avrebbero creato tensioni – ha aggiunto – ma ci riserviamo di inserirli in un secondo tempo in un testo unico più organico sull’urbanistica di cui l’isola ha tanto bisogno". Riguardo la norma sulla delocalizzazione, che ha suscitato la protesta in aula del Pdl e dell’Udc, che hanno abbandonato sala d’Ercole prima che il governo ritirasse l’emendamento, Lombardo ha sottolineato: "Credo che qualcuno degli emendamenti che è stato ritirato era importante come ad esempio quello sulla delocalizzazione". Sulle accuse dell’Udc che ha parlato di "sacco di Palermo" riferendosi proprio alla delocalizzazione, Lombardo ha proseguito: "Grazie a Dio i sacchi di Palermo sono davanti ai nostri occhi. Noi facciamo cose pulite e per bene. Questa è una riforma che si sarebbe potuta fare in una settimana. C’é voluto un mese".

 

"Nonostante lo sterile ostruzionismo della compagine dei lealisti e dell’area Udc che, sottraendosi al dibattito politico, hanno abbandonato ieri Sala d’Ercole, l’attesa legge sul Piano casa è stata incardinata grazie anche alla coesione che l’intero gruppo del Pdl-Sicilia ha dimostrato di possedere". Lo dice il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei Ministri, con delega al Cipe, Gianfranco Micciché. "La legge sul Piano casa è pensata nel rispetto dell’ambiente – prosegue -. Alcuni emendamenti, in particolare quello che dà il via libera ad ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni per immobili destinati ad attività artigianali e industriali, potranno dare un nuovo impulso alla produttività ed incentivare il passaggio a fonti di energia rinnovabile".

 

"La maggioranza ha dimostrato di essere compatta. Abbiamo predisposto un piano casa di estremo rigore, non ci sono norme scandalose e non c’é alcun sacco edilizio ma ci sono misure che valorizzano l’ambiente e rilanciano il settore edile". E’ quanto hanno sostenuto in una conferenza stampa congiunta il capogruppo del Mpa Francesco Musotto e il deputato del Pdl-Sicilia, Franco Mineo, in merito all’approvazione da parte dell’Ars degli articoli del ddl sul piano casa e replicando alle critiche mosse dai gruppi d’opposizione del Pdl e dell’Udc. Il deputato Fortunato Romano ha smentito presunte spaccature nel gruppo del Mpa al momento della discussione degli emendamenti e ha difeso la norma, ritirata dal governo dopo le critiche di Pdl e Udc, sulla delocalizzazione. "Si trattava di una norma condivisa che ripresenteremo nel ddl sull’urbanistica", ha detto Romano. Musotto ha sottolineato che "gli emendamenti sono stati discussi e concordati con tutti i gruppi parlamentari e nessuno aveva manifestato ostilità". "L’atteggiamento di Pdl e Udc di abbandonare l’aula – ha aggiunto Musotto – non ha alcuni rilievo tranne quello di far avere ai due gruppi un momento di ribalta mediatica. Avrebbero fatto meglio a rimanere in aula e a confrontarsi". Comunque, ha fatto bene il governo ha ritirare gli emendamenti dimostrando una grande senso di responsabilità". Sull’articolo 10, che prevede la possibilità di realizzare parcheggi sotterranei anche in aree verdi pur con alcuni vincoli, Romano ha così replicato al Pdl, che critica la norma: "Questa norma è stata presentata dall’ex assessore Beninati (Pdl) e da me sostenuta".

 

"Il Pdl è soddisfatto per l’esito della propria battaglia in aula sul Piano casa, in discussione all’Ars. Il testo della legge è stato liberato, grazie all’iniziativa dei gruppi parlamentari Pdl e Udc, che hanno abbandonato Sala d’Ercole, dalle scandalose norme di stretta competenza urbanistica che introducevano elementi di sanatoria e di delocalizzazione nei confronti di tutte le iniziative abusiviste. Lo dice il coordinatore del Pdl, Giuseppe Castiglione. "Così affrancato – prosegue – il testo non è entusiasmante, ma si avvicina un po’ di più alle finalità prefissate; rimangono forti riserve come quelle riguardanti l’articolo 10 che prevede la realizzazione indiscriminata e selvaggia, senza regole e tutele, di parcheggi, senza alcun riguardo alla conseguenze di dissesto idrogeologico. Come se le vicende dei Nebrodi e del messinese non avessero insegnato nulla". "Quindi – conclude – nessun trionfalismo è giustificato da parte di Gruppo Sicilia e del suo alleato, il Pd".

 

"Il Piano casa della Regione Siciliana è stato un progetto tribolato che ha molti aspetti positivi, mentre su altri ci riserviamo un valutazione. E’ una legge che può dare uno stimolo congiunturale al settore edilizio". Lo ha affermato Ivan Lo Bello a margine della riunione del direttivo e della giunta di Confindustria Sicilia alla STMicrolectronics di Catania. "Ben venga il Piano casa e altre misure congiunturali – ha aggiunto Lo Bello – ma quello che ci aspettiamo dalla Regione è la capacità strategica di individuare misure strutturali, perché le misure congiunturali dopo qualche mese perdono il loro effetto e si torna a una situazione di grave crisi…". Il presidente di Confindustria Sicilia si è detto "culturalmemte contrario all’apertura di cantieri nei Comuni". "La crescita la fanno le imprese che si sviluppano – ha spiegato – e non i cantieri nel quale si mettono un po’ di persone che vorrei poi capire come vengono selezionate. C’é sempre il pericolo di perpetuare un sistema assistenziale e clintelare che è la vera palla al piede della nostra economia e della nostra società".

 

 "Il Piano casa approvato ieri sera dall’Assemblea regionale siciliana e’ una legge certamente inutile e speriamo poco dannosa. Come piu’ volte dichiarato in questo ultimo mese, si tratta solo di uno spot del governo Berlusconi che non ha avuto alcuna efficacia in tutte quelle regioni in cui e’ vigente sin dalla primavera/estate del 2009". A dirlo e’ Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia, intervenendo nel dibattito relativo al Piano casa regionale.

Per Fontana si tratta di "una legge che truffa i siciliani perche’ non risolve in alcun modo il problema delle tante famiglie indigenti che oggi non hanno piu’ accesso al mercato della casa e, al contempo, da’ un segnale negativo incentivando ancora una volta quelle politiche di deregulation che hanno caratterizzato gli ultimi decenni. Si tratta di un’occasione perduta".

 

"Avevamo auspicato – prosegue Fontana – che questa legge diventasse una grande occasione di vera riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Per fare cio’ sarebbe stato necessario e sufficiente riservare i benefici della norma agli interventi di sostituzione (demolizione e ricostruzione), eliminando quelli di ampliamento. Questi ultimi rischiano di rimanere sulla carta o, peggio, alimentare una nuova stagione di abusivismo edilizio, poiche’ la nuova normativa antisismica, entrata in vigore l’estate scorsa, rende quasi impossibile l’ottenimento dell’autorizzazione del Genio Civile. Tale previsione normativa rischia, quindi, di avere solo effetti perversi sul piano sociale e nessun effetto significativo su quello economico".

 

"Mi piacciono molto le argomentazioni che il presidente di Legambiente Sicilia, Mimmo Fontana, ha voluto riservare ai novelli riformatori del Partito Democratico: anche per me come per l’associazione ambientalista, purtroppo, questo Piano Casa varato dalla maggioranza si è trasformato in una legge truffa". Lo dice il presidente della Commissione IV all’Ars, Fabio Mancuso, che continua puntualizzando che "La cautela e la sobrietà avrebbero dovuto essere i punti di partenza per un approccio serio a un disegno di legge, il quale invece, fra gli altri suoi difetti, non dice assolutamente nulla sullo sviluppo dell’Isola".
"Berlusconi aveva in mente un’altra cosa – riprende – Il Gruppo Sicilia, unitamente al Pd, non solo ha snaturato l’idea originale del Piano Casa ma anzi l’ha resa vana. Utilizzare argomentazioni ed entusiasmi facili rende ridicoli i soggetti che ritengono che questa legge possa dare una spinta all’economia siciliana quando, piuttosto, dà una spallata all’ambiente. Per esempio, gli interventi previsti all’articolo 10 – conclude Mancuso – con la cementificazione del sottosuolo non regolamentata dai piani urbanistici comunali non potrà che portare a gravi rischi futuri per un dissesto idrogeologico senza precedenti".