Anche una proposta in sé positiva come quella della doppia preferenza contenuta nel pacchetto di norme della legge elettorale in discussione all’Ars rischia di trasformarsi in un proclama di buone intenzioni che poi rivela di non avere alcun effetto sulla realtà. Per sperare di essere efficace, l’iniziativa deve essere supportata da politiche di sostegno alle donne siciliane che possano affrancarle dai “ruoli” in cui la società le ha silenziosamente ma irrimediabilmente relegate.
Le statistiche rivelano che le donne in Italia sono spesso più brave e preparate degli uomini, sin dalla scuola. Fra diplomati e laureati ci sarebbero più donne che uomini e di solito sono proprio le ragazze ad ottenere i voti più alti. Le donne sono più capaci e diligenti, ma sono considerate tali solo fino al loro ingresso nel mondo del lavoro. E’ una delle tante contraddizioni del nostro paese: se le donne sono davvero più brave, perché in media solo una su due ha un posto di lavoro retribuito? Nel mondo della politica va anche peggio: la rappresentanza femminile in parlamento, e non soltanto in quello siciliano, è minima. Eppure le donne rappresentano più della metà del corpo elettorale.
Abbiamo chiesto all’europarlamentare Rita Borsellino cosa pensa della proposta della preferenza di genere e quali sono gli ostacoli che ancora oggi impediscono a molte donne di intraprendere una carriera politica.
Crede che questa proposta servirà ad incoraggiare la presenza femminile all’interno delle istituzioni?
Penso a questo genere d’iniziative, come quella delle quote obbligatorie, come "il male minore". E’ triste che occorra una legge per poter far sì che le donne abbiano una maggiore presenza all’interno delle istituzioni. Valorizzare il femminile all’interno della politica dovrebbe essere un fatto naturale. Ma se non c’è altro mezzo, se l’iniziativa serve come incentivo, allora ben venga. E’ comunque un fatto positivo ma ha un retrogusto amaro, perché occorre una legge affinché le donne possano occupare, all’interno delle istituzioni, il posto che spetta loro di diritto.
Rispetto alle "quote rosa" quali vantaggi può portare questa proposta?
Si parla di preferenza e questo è già un fatto importante, però la proposta della preferenza di genere andrebbe inserita in un contesto più ampio di iniziative a favore delle donne, altrimenti rischia di servire a ben poco.
Quali opportunità sono negate alle donne italiane, e siciliane in particolare, rispetto alle cittadine di altri paesi europei?
Alle donne italiane manca moltissimo, e soprattutto alle siciliane: mancano i servizi necessari, gli strumenti che consentano loro di vivere appieno il proprio essere donna. Essere donna non significa soltanto essere madre, occuparsi solo della cura della famiglia o degli anziani. Quando una donna sceglie di fare altro deve anche averne la possibilità. Se una madre non ha la possibilità di lasciare il proprio bambino all’asilo nido, se una donna che lavora non ha la possibilità di permettersi l’assistenza per i genitori anziani o per qualche altro membro della famiglia, è chiaro che si trova in difficoltà e la sua scelta sarà sempre condizionata. Come accade in moltissimi altri paesi d’Europa ma anche in altre regioni d’Italia, occorre che esistano degli strumenti perché una donna possa essere libera di fare le proprie scelte.
Perché in Sicilia molte donne in gamba e preparate scelgono di restare lontane dal mondo della politica?
I tempi e i modi della politica non sono compatibili con i ruoli della donna nella società. La politica è fatta su misura per gli uomini.
Come giudica gli stereotipi di "santa" o "prostituta" a cui le donne italiane sembrano non riuscire a sfuggire?
La donna ha la sua dignità e la sa portare avanti con forza e determinazione. Mi sembra una semplificazione quella di dire la donna è questo o quest’altro. Purtroppo esistono donne condizionate in questo tipo di scelta non solo dagli eventi della vita ma dall’educazione o dalla mancanza di educazione. Chi sceglie di comportarsi come le ragazze di cui oggi tanto si parla sui giornali, spesso lo fa perché non ha quei valori morali, etici, quella cultura che le permetta di fare scelte diverse. Sono ragazze che vogliono tutto e subito e non hanno remore a fare ciò che fanno. Sono cose su cui dobbiamo riflettere molto, conseguenze naturali quando si trascura la scuola e la cultura in un paese.
Se esistesse un governo regionale guidato da donne, le cose andrebbero meglio?
Chi può dirlo, visto che non c’è mai stato. Con governi tutti al maschile, così com’è da troppo tempo ormai, sembra che le cose non siano andate molto bene. Si può anche immaginare che, con un governo al femminile, vada meglio.
