Domenico Giardina

Di passare per agente segreto, per di più ‘deviato’, Antonio Di Pietro non ci sta. E di vedersi ‘sbattere’ in prima pagina, oltretutto sul Corriere della Sera, ancora meno. Ma il leader dell’Idv, forse, un po’ se lo aspettava e il giallo delle fotografie che lo ritraggono con l’allora funzionario del Sisde, Bruno Contrada, sembrano non coglierlo impreparato al contrattacco. Che puntuale, a mezzogiorno, arriva. Anticipando, e probabilmente ispirando, una lunga teoria di commenti che dai palazzi della politica lo vogliono ‘ora santo ora peccatore’ in una vicenda che, nonostante i 17 anni passati resta attuale.

 

"Colpa delle regionali", e "del veleno e del fango" con cui si vuole impostare la campagna elettorale, dice compatto lo schieramento dell’Italia dei Valori che fa quadrato attorno al suo leader. Ombre tutte da chiarire, invece, per Bobo Craxi che, da sempre in prima linea contro l’ex pm di Mani Pulite, parla di foto "inquietanti" che esprimono, "molto più di ricostruzioni e congetture storiche, un quadro limpido dei torbidi intrecci che segnarono" l’epoca delle inchieste di Tangentopoli. Tanto da far chiedere al figlio dell’ex leader socialista l’istituzione di una commissione di inchiesta sul ruolo dei servizi segreti in Mani Pulite.

 

Dello stesso tenore sono le posizioni espresse da una folta schiera di parlamentari Pdl che sottolineano la necessità di "riscrivere la storia, quella vera, dell’eroe di Tangentopoli", personaggio su cui "non si è ancora fatta piena luce". E dunque: le foto di oggi dimostrano, per Nino Lo Presti, membro della commissione giustizia della Camera, un legame di Di Pietro con i servizi segreti deviati che, come dice Fabrizio Cicchitto, consentono di fare della "storia vera di Di Pietro uno dei segreti meglio tutelati della Repubblica". Maurizio Gasparri parla invece di "prove inquietanti" che "finalmente" dimostrano come Di Pietro "sia ben lontano da quel personaggio irreprensibile che per anni ha provato a cucirsi addosso".

 

Attacchi e illazioni che l’Idv rispedisce ai mittenti descrivendo gli attacchi al loro leader come "tentativi di rimestare nel fango" a scopo elettorale. E non solo."Non sapevo neanche che esistessero le foto" è invece l’autodifesa di Di Pietro che condisce la sua versione dei fatti anche con una buona dose di ironia: "Ero in una mensa dei Carabinieri non in un ristorante o in un night. Ma vi rendete conto dove siamo arrivati?", fa osservare l’ex magistrato che subito traccia un parallelo tra chi a Natale va "orgogliosamente" a cena con i Carabinieri (che contribuirono – ricorda – al successo di Mani Pulite) piuttosto che "con le veline di turno". E su tutta la spy-story che gli è stata cucita addosso Di Pietro preferisce scherzare: "si tratta di un bel film e invito qualcuno a farlo. Magari collaboro anche io perché so tutte le putt… che hanno raccontato".