E’ di nuovo allarme rosso sull’Amia, ed a lanciarlo sono di nuovo i ragazzi di “ReteRifiutiZero”, per bocca del loro presidente, la coriacea, Donatella Costa. “L’Amia, benché commissariata dal Tribunale, continua a non fare il suo dovere, proseguendo nell’inguaiare i palermitani”.
“L’Amia continua ad essere focolaio di sprechi e di mancati appuntamenti con le sue competenze – accusa Costa – la situazione dei rifiuti a Palermo è diventata ormai insostenibile. Ogni giorno vengono gettati in discarica fino a 1.700 tonnellate di rifiuti, di cui almeno l’80%, pari a 1360 tonnellate, è materiale compostabile o riciclabile. Producendo, quindi, un mancato guadagno per le casse aziendali e per il Municipio di Palermo, quantificabile in all’incirca in 200mila euro al giorno. Ossia, all’incirca 72 milioni di euro all’anno, di risorse grezze, riciclabili ,contenute nei rifiuti, che vengono disperse irrimediabilmente in discarica, invece di contribuire alla diminuire dei debiti aziendali e di poter garantire l’espansione sostenibile di nuove centinaia di posti di lavoro nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti “.
“Invece, contro le leggi vigenti, e contro gli scopi dichiarati da Sindaco ed azienda – prosegue la leader degli ambientalisti – la quasi totalità dei nostri rifiuti continuano ad essere mandati tali e quali a Bellolampo, accollando alla comunità palermitana un costo operativo di circa 299 euro a tonnellata, producendo biogas e percolato (ndr. liquame tossico fortemente inquinante) che, ormai, è fuori controllo, fuoriuscendo da tutti i lati dalle vasche della discarica e – come abbiamo già più volte denunciato e documentato per primi – formando un enorme lago, in una zona della discarica non impermeabilizzata,rischiando di compromettere tragicamente le falde acquifere del sottosuolo palermitano”.
“Ad aggravare il quadro della la situazione dall’inizio del 2009 ha contribuito l’applicazione della legge speciale per i rifiuti fatta da Berlusconi per la Campania, che fa divieto ai privati di trasportare rifiuti ingombranti (ferrosi, elettrodomestici, mobilio e materassi, etc) – spiega Costa – impedendo, così ai rigattieri della città di Palermo, quelli che oggi chiamiamo cenciaioli, di procedere nella raccolta di una enorme quantità di materiali riciclabili, ed andando invece ad aumentare, così, i relativi costi (economici e ambientali) dei rifiuti da smaltire, tutti a carico della collettività”.
“Pertanto, l’Associazione ‘ReteRifiutiZero’ di Palermo chiede al Consiglio comunale di deliberare che venga consentito immediatamente ai rigattieri e ai cenciaioli storici di Palermo – riuniti nella coop Apas – ed ad ogni altra coop, che sia attrezzata e disponibile a lavorare in mero regime convenzionale di “auto rendimento”, di poter partecipare alla raccolta presso le abitazioni dei cittadini dei materiali riciclabili, al fine di conferirli nelle piattaforme di recupero dell’Amia”.
“Inoltre, ‘ReteRifiutiZero’ di Palermo – insiste Costa – chiede l’urgente realizzazione nei quartieri, e la loro apertura immediata, di Centri Comunali di Raccolta dei rifiuti da riciclare. Luoghi attrezzati, dove i cittadini possano portare i propri rifiuti differenziati in cambio di attestazioni da scambiare in futuro con incentivi per i servizi comunali o sconti familiari sulla Tarsu”.
“Infine la nostra Associazione chiede al Prefetto che è il Commissario di Stato delegato per l’emergenza rifiuti per Palermo e la provincia – puntualizza la leader palermitana di ReteRifiutiZero – di far avviare immediatamente la costruzione di un semplice ed economico impianto di compostaggio a cumuli rivoltati, per il trattamento della frazione umida differenziata dei rifiuti urbani, costruendolo nell’area già sbancata di Bellolampo predisposta per il ‘termovalorizzatore’ la cui gara è stata annullata dalla Corte di Giustizia Europea”.
“Si otterrebbe così un ulteriore risparmio economico notevole per la collettività palermitana – conclude Donatella Costa – nell’ordine, odierno, di almeno 80 euro per tonnellata, più trasporto, che si pagano oggi per la frazione biodegradabile dei rifiuti urbani che, raccolti nell’ambito del progetto ‘Palermo Differenza’, vengono poi avviati all’impianto di compostaggio di Marsala, che dista ben 120 km da Palermo. Si potrebbe, così, realizzare un risparmio economico tale, da poter permettere l’estensione al resto della città, in tempi più brevi , della raccolta dell’umido. La principale frazione dei rifiuti che vengono raccolti, che sono alla base dei processi di fermentazione e decomposizione, innescando la dinamica che produce il percolato, quando la frazione umida interagisce con gli altri materiali ammassati in discarica”.
