"Con questo disegno di legge, finalmente, anche se in estremo ritardo, il nostro Paese compie un ulteriore passo in avanti nel cammino di civiltà che la storia ci impone. La sensibilità raggiunta nell’attuale contesto sociale nei confronti del mondo animale fa di questo testo normativo una nuova conquista da parte dell’Italia nel campo della tutela giuridica degli animali".
Lo ha detto Gabriella Giammanco (Pdl) nel corso del suo intervento nell’Aula di Montecitorio sul Disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. Il ddl introduce nella legislazione italiana alcune importanti novità. In particolare viene modificato l’articolo 544-bis del codice penale, che punisce il delitto di uccisione di animali con la reclusione da 3 a 18 mesi, con l’eliminazione del requisito della crudeltà nell’uccisione.
"Con la nuova norma – spiega Giammanco – chiunque sarà punito quando, senza necessità, provocherà la morte di un animale". "Inoltre – aggiunge la parlamentare siciliana – il delitto di maltrattamento di animali, cioè l’articolo 544-ter del codice penale, è stato completamente riscritto, aumentando le pene e prevedendo sanzioni penali per chi sottopone l’animale al taglio della coda o delle orecchie, alla recisione delle corde vocali, all’asportazione delle unghie o dei denti".
Il ddl, inoltre, introduce in Italia una nuova fattispecie penale: il traffico illecito di animali da compagnia. "Ogni anno – spiega la parlamentare siciliana – centinaia di migliaia di cuccioli di cane e gatto, provenienti principalmente dai Paesi dell’Europa dell’est, vengono introdotti in Italia illegalmente. Si tratta di un traffico che nasconde un giro d’affari da 300 milioni di euro l’anno, gestito da vere e proprie organizzazioni criminali. I cuccioli giungono nel nostro Paese dopo viaggi lunghi ed estenuanti, le loro condizioni di viaggio sono disumane e il rischio di morte è molto elevato. Basti pensare che uno su tre non arriverà vivo a destinazione". "Cani e gatti clandestini – aggiunge – sono acquistati dall’importatore a prezzi irrisori e poi venduti in Italia a prezzi fino a venti volte superiori". "Questo disegno di legge – conclude Giammanco – punirà con la reclusione e con multe salate i responsabili di questi traffici".
