Salvatore Parlagreco












David Mills e’ stato salvato dalla prescrizione. Lo hanno deciso le sezioni unite penali della Cassazione che, pur confermando la corruzione in atti giudiziari a favore di Silvio Berlusconi inflitta all’avvocato inglese in primo e secondo grado, hanno annullato "senza rinvio" la sentenza impugnata "per intervenuta prescrizione del reato". La decisione e’ arrivata dopo quattro ore di camera di consiglio e, con tutta probabilita’, la Cassazione presieduta da Torquato Gemelli si e’ allineata alle richieste del pg Gianfranco Ciani che aveva chiesto di dichiarare prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari ‘susseguente’.

 

      Una decisione che avra’ le sue ripercussioni anche sul processo ‘gemello’ al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi visto che i giudici milanesi lo hanno sospeso fino al 27 febbraio in attesa del verdetto di stasera della Cassazione. La Cassazione, come spiega l’informazione provvisoria, ha dichiarato l’intervenuta prescrizione del reato di corruzione in atti giudiziari susseguente il che tradotto nella pratica significa che per l’avvocato inglese il reato si e’ prescritto dal dicembre scorso e per Silvio Berlusconi si prescrivera’ tra 11 mesi visto che il processo era stato bloccato per il lodo Alfano. Accordato anche il risarcimento danni di 250 mila euro nei confronti di Palazzo Chigi che in Cassazione si e’ costituito parte civile contro Mills. In pratica, la Cassazione, ha riconosciuto la colpevolezza di Mills per il reato di corruzione in atti giudiziari a favore di Berlusconi ma il tempo trascorso ha prescritto il reato.

 

Accolta, dunque, in pieno la tesi della pubblica accusa di piazza Cavour che stamani aveva sostenuto l’esistenza della corruzione giudiziaria susseguente ma retrodatata di pochi mesi -a novembre del ’99- rispetto alla data scelta dalla Corte d’Appello di Milano che aveva indicato come data per l’accordo corruttivo il 29 febbraio 2000.

 

      In pratica, per la Corte d’Appello solo in quella data Mills intasco’ i 600 mila dollari giratigli dallo scomparso manager Fininvest Carlo Bernasconi, allorche’ si intesto’ quote del Torrey Global Found per un analogo importo. Per la Cassazione, dunque, la data della corruzione deve essere retrodatata all’11 novembre ’99: da quella data, dunque, sono cominciati a decorrere i termini di

prescrizione maturati a dicembre scorso.

 

La prescrizione in ogni caso non ha assolutamente inciso sul risarcimento dei danni quantificato dalla Corte d’Appello in 250 mila euro per la Presidenza del Consiglio dei ministri che si e’ costituita parte civile per chiedere i danni a Mills.L’avvocato inglese David Mills per effetto della decisione della Cassazione oltre a risarcire Palazzo Chigi con 250 mila euro per i danni morali dovra’ pure rifonderlo con 10 mila euro di spese processuali.

 

La Presidenza del Consiglio dei ministri, infatti, stamani si e’ costituita contro Mills per chiedere i danni. Risarcimento che le sezioni unite hanno riconosciuto nonostante l’intervenuta prescrizione della corruzione in atti giudiziari.

 

"Il pm di Milano ha vinto le battaglie ma non la guerra". Questo dice Piero Longo, uno dei difensori di Silvio Berlusconi commentando la sentenza con la quale la Cassazione, a sezioni unite, ha decretato la prescrizione del reato

contestato a Milano a David Mills, accusato di corruzione in atti

giudiziari.

 

Ma se il Tribunale milanese aveva da subito messo le mani avanti per salvare il lavoro fatto in anni di udienze gravate, per di piu’, da rogatorie all’estero, i difensori del Presidente del Consiglio avevano subito fatto capire che le cose non sarebbero andate cosi’ lisce: l’efficacia degli atti, avevano subito dichiarato, e’ una cosa ma la loro utilizzabilita’ e altra cosa. E "il Tribunale -aveva precisato Niccolo’ Ghedini- puo’ decidere sull’ utilizzabilita’ solo

con il consenso di tutte le parti e, quindi, lo stabiliremo e lo valuteremo atto per atto, quando comincera’ il processo".

 

      Ora, dopo il verdetto della Cassazione, il processo ‘gemello’ puo’ davvero riprendere, anche se con il timer innescato. Ed e’ certo che il braccio di ferro che si aprira’ sara’ su testi da sentire o risentire e, soprattutto, su rogatorie fuori confine da rinnovare se non addirittura da proporre ex novo. Intanto, e la svolta non sara’ da poco, a marzo si decidera’ sul legittimo impedimento che potrebbe ‘rimescolare’ nuovamente tutte le carte e preparare le parti ad altre

lunghe attese.

 

 

 

      La sentenza emessa questa sera, aggiunge Longo dimostra che "sia il Tribunale che la Corte d’Appello di Milano hanno avuto torto", condannando il legale inglese ritenendo non ancora intervenuti i termini di prescrizione. Quanto al premier, pero’, Longo non anticipa nulla e si limita a liquidare la questione con un "ci vediamo sabato in aula".

 

      "Abbiamo difeso la tesi della Corte d’Appello -ha spiegato l’avvocato dello Stato Massimo Giannuzzi- e quindi l’esistenza della corruzione giudiziaria susseguente". La Presidenza del Consiglio ha ritenuto che il danno non debba essere dimostrato in modo specifico, anche se si tratta di un danno non patrimoniale. Tesi condivisa da piazza Cavour che ha confermato il risarcimento gia’ accordato dalla Corte d’Appello di Milano il 17 febbraio del 2009.

 

‘Anche i muri sapevano cio’ che oggi ha sancito la Corte di Cassazione. Solo la protervia dei giudici milanesi, che colpendo Mills intendevano colpire Berlusconi, ha fatto si’ che il processo contro l’avvocato inglese venisse trascinato per mesi attraverso continui strattonamenti al codice. E’ questo il prezzo che si deve pagare, anche a danno del contribuente, per l’incredibile

persecuzione giudiziaria di cui e’ fatto oggetto il presidente del Consiglio”. E’ quanto dichiara il coordinatore del Pdl, Denis Verdini. ”Per fortuna esiste una maggioranza silenziosa e autorevole della magistratura non militante che applica il diritto e non lo altera -conclude- solo per sovvertire la volonta’ degli italiani”.

 

"La prescrizione non cancella il reato e questa sentenza resta una condanna morale per il premier". Lo afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi, a proposito della pronuncia della Cassazione sul caso Mills. "La corruzione -aggiunge- c’e’ stata e in un altro Paese civile il premier si sarebbe gia’ dimesso. Dopo quindici anni di processi e di guerra alla magistratura, quale credibilita’ ha Berlusconi quando parla di lotta alla corruzione? Quanto ha influito il suo comportamento sulla crisi morale che ha investito la politica  italiana? Berlusconi ha pesanti responsabilita’ politiche e una prescrizione non basta a cancellarle".