Salvatore D'Anna

La giunta di governo si è riunita oggi sotto la presidenza di Raffaele Lombardo presso Villa delle Ginestre, struttura dell’Asp di Palermo destinata alla diagnosi, cura e riabilitazione dei medullolesi. In tale occasione si è svolto un incontro con le associazione dei malati e delle loro famiglie, con cui si sono intrattenuti presidente e assessori per ascoltarne le voci e raccogliere i suggerimenti

La giunta regionale, su proposta dell’assessore della Famiglia, Caterina Chinnici, ha approvato la rimodulazione delle risorse del Fondo nazionale politiche sociali (legge 328/2000) relative al triennio 2004-2006 e non utilizzate. Si tratta di 28 milioni di euro che saranno destinati per contrastare il fenomeno delle vecchie e nuove povertà. Sette milioni e 700mila euro saranno destinati all’implementazione dei servizi di assistenza in favore dei soggetti disagiati, con la valorizzazione del ruolo delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab), venti milioni e 320 mila euro, invece, per la sperimentazione di azioni urgenti di contrasto alle vecchie e nuove povertà

Su proposta dell’assessore alla Sanità, Massimo Russo, ha anche deliberato l’approvazione della pianta organica del Cefpas, (Centro di formazione permanente per l’aggiornamento del personale del servizio sanitario) attraverso cui si stabilizzeranno i precari che prestano attualmente opera nella importante struttura nissena.

L’assessore Gaetano Armao ha comunicato che il CGA (Consiglio di giustizia amministrativa) ha espresso parere favorevole al nuovo regolamento di organizzazione del fondo quiescenza del personale delle Regione Siciliana, il quale sarà trasmesso alla Corte dei Conti per la relativa registrazione, consentendo in tal modo la ricostituzione del fondo. Armao ha anche comunicato e la giunta ne ha preso atto i contenuti del protocollo che sarà sottoscritto tra Ministero della Funzione pubblica e Regione Siciliana relativo la codice sulla trasparenza e al contrasto alla criminalità mafiosa.

 

POLITICHE SOCIALI Ventotto milioni di euro per contrastare il fenomeno delle vecchie e nuove povertà. La giunta regionale, su proposta dell’assessore della Famiglia, delle Politiche sociali e delle Autonomie locali, Caterina Chinnici, ha approvato la rimodulazione delle risorse del Fondo nazionale politiche sociali (legge 328/2000) relative al triennio 2004-2006 e non utilizzate. Si tratta di 28 milioni di euro che saranno destinati a due programmi di iniziativa regionale, tra loro integrati e complementari.

 

“Nella società italiana, e ancor di più in Sicilia – spiega l’assessore Chinnici – la condizione di povertà ha raggiunto livelli allarmanti e insostenibili. Una situazione rispetto alla quale una forte azione di contrasto alle povertà estreme non può non divenire uno dei principali obiettivi per la costruzione di una società fondata sulle opportunità e sulla solidarietà, così come il modello di welfare della Regione siciliana prefigura”.

 

Il primo programma, per il quale sono previsti 7,7 milioni, riguarda il miglioramento della qualità dei servizi in favore dei soggetti disagiati, attraverso la valorizzazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab). Proprio gli assistiti delle ex Opere pie, infatti, versano in condizione di grave disagio sociale. Il finanziamento di questi progetti permetterà di avviare, inoltre, un percorso virtuoso che, generando un’inversione di tendenza del trend deficitario delle Ipab, indirizzerebbe tali enti verso il necessario processo di risanamento. Il tutto in attesa dell’intervento legislativo di riordino dell’intera materia, il cui iter è stato già avviato.

 

“Anche in ragione del fatto che il 2010 è stato scelto dalla Commissione europea come “Anno europeo contro la povertà” – riprende l’assessore Chinnici – era opportuno che il Governo regionale adottasse un piano organico di contrasto alla povertà estrema, per restituire alle persone che versano in questo stato le capacità di condurre una vita con dignità”.

 

Il secondo intervento, per il quale ci sono a disposizione 20,3 milioni di euro, riguarda la sperimentazione di interventi urgenti di assistenza primaria agli indigenti, mediante la valorizzazione, tra gli altri, del ruolo degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti (quali ad esempio Caritas diocesane, parrocchie, congregazioni religiose). A questi enti che, con continuità e competenza, si sono fatti carico di assistere i bisognosi, verrebbe affidata l’attuazione degli interventi, non inferiori a 2 anni, del programma di sperimentazione su tutto il territorio regionale.

 

Il modello seguito sarà quello della “presa in carico integrata”, fondato sulla pluralità di interventi direttamente incentrati sui bisogni dell’individuo e sull’unità familiare (alloggio, beni e servizi materiali, consulenze legali e psico-sociali, sostegno socio-assistenziale, sussidi economici). 

 

Un contributo di 2,750 milioni di euro a favore degli anziani ultrasessantacinquenni siciliani, soli e in condizioni di indigenza. L’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e delle Autonomie locali, Caterina Chinnici, ha firmato il decreto che assegna le somme ai 292 Comuni siciliani ai quali sono pervenute le richieste.

I beneficiari sono 2.505 (1.273 anziani soli e 1.232 coppie) e l’ammontare del contributo è di 1.097,88 euro. Destinatari sono gli anziani residenti in Sicilia da almeno un anno, percettori di assegno o pensione sociale come unico reddito e senza proprietà immobiliari, a esclusione della prima casa di abitazione.

«E’ un contributo seppure minimo – spiega l’assessore Chinnici – che serve a rendere più dignitose le condizioni di vita degli anziani che sono soli e in situazioni di grande difficoltà, non solo economica. Grazie al buono erogato dalla Regione potranno provvedere ad affrontare con maggiore serenità i problemi più gravi».

 

ARTIGIANATO  Il tavolo tecnico che supervisiona la programmazione comunitaria in Sicilia ha espresso il proprio parere positivo sulla richiesta formulata dal dipartimento regionale della Cooperazione, per la modifica delle prescrizioni relative agli aiuti “a sportello” per le imprese artigiane. “Il regime di aiuti –spiega l’assessore regionale Titti Bufardeci, che ha presieduto questa mattina a Palermo la riunione del comitato di sorveglianza per il Po Fesr 2007 -2013 – prevede una procedura a sportello, per investimenti entro il tetto massimo di 50 mila euro, per gli artigiani. Abbiamo una disponibilità di 25 milioni di euro. Sono fondi cospicui per attivare un meccanismo semplificato che attualmente ha un solo limite: può essere applicato esclusivamente a imprese artigiane dei settori maggiormente rappresentativi dei distretti produttivi riconosciuti. Con la decisione del tavolo tecnico, si avvia così la procedura per eliminare questo criterio discriminante e le provvidenze della misura sono disponibili per l’intero mondo artigianale”. “Questa decisione– ha concluso Bufardeci – era attesa da tanto tempo dal mondo artigiano. Con questa modifica gli aiuti della programmazione comunitaria assolvono concretamente alla funzione di sviluppo per il tessuto artigianale”.

 

FERROVIE Nel 2010 ci sarà una svolta nei collegamenti ferroviari in Sicilia. La giunta regionale ha detto sì alla delibera presentata dall’assessore regionale ai Trasporti, Nino Strano, che condiziona l’approvazione del contratto di servizio fra la Regione siciliana e Trenitalia spa per il trasferimento dei servizi ferroviari regionali, previsto dall’Ue, alle seguenti precondizioni:

- che venga stabilito come saranno impegnate le pur cospicue risorse finanziarie per infrastrutture e per materiale rotabile che, provenienti da fondi FAS, vanno per l’85% destinati al Mezzogiorno e complessivamente per il 20% circa in Sicilia;

- che si individui come – nei tempi di realizzazione del Ponte sullo Stretto, e per singole tratte in tempi ancora più brevi – sarà realizzato il collegamento ad alta capacità tra: Palermo, Caltanissetta, Enna, Catania e Messina, nonché Trapani ed Agrigento con Palermo, e Ragusa e Siracusa con Catania;

- che venga definito un preciso impegno sull’acquisto del materiale rotabile, sin dal prossimo esercizio finanziario, con risorse provenienti sia dallo stesso contratto di servizio, sia già disponibili sul PO FESR 2007-2013.

"Siamo a una svolta – ha spiegato l’assessore Strano – sul futuro delle ferrovie. Con questi paletti firmeremo il contratto di servizio, perché significa che la Sicilia non sarà più la Cenerentola d’Italia nei trasporti ferroviari, ma avremo finalmente dei collegamenti rapidi e comodi, finanziati dalle risorse dei fondi FAS, e potremo nello stesso tempo dare risposte concrete alla pesantissima crisi delle imprese siciliane e meridionali del settore". 

 

CAVE La giunta di governo, su proposta dell’assessore regionale all’Industria, Marco Venturi, e di concerto con l’assessorato Territorio e ambiente, ha approvato la proroga della concessione per le cave di materiale di pregio e di inerte la cui autorizzazione per le attività estrattive è in scadenza.

“I distretti minerari potranno concedere una proroga delle attività estrattive fino ad un massimo due anni – sostiene l’assessore Venturi – e sarà rilasciata, previa richiesta e verifica dei pressuposti di legge, nonché dell’informativa antimafia rilasciata dalle Prefetture, in attesa della definitiva approvazione del ‘piano cave’”.

Il provvedimento è stato sollecitato in particolare da Assomarmi Ragusa, Assomarmi Trapani e dal sindaco di Custonaci (Tp), Maurizio Pellegrino, nel cui territorio esiste gran parte delle cave di marmo e di materiale lapideo del Trapanese e della Sicilia stessa.

Proprio nei giorni scorsi l’assessorato regionale all’Industria ha avviato la procedura Vas (Valutazione ambientale strategica) relativa ai “piani regionali dei materiali da cava e dei materiali lapidei di pregio” e del “rapporto ambientale e sintesi non tecnica”.

“Con l’avvio della procedura Vas – spiega l’assessore Venturi – procede in maniera spedita l’iter che doterà finalmente la Sicilia del piano cave, uno strumento fondamentale, dopo un’attesa più che trentennale. Grazie a questo infatti si potrà regolamentare un settore importante dell’industria siciliana poiché si avrà contezza di tutte le attività estrattive, non solo per quanto riguarda le cave di materiale lapideo, ma anche nel settore minerario, dei metalli, dei siti per l’estrazione del petrolio e dei minerali preziosi”.

 

IRCAC Nel corso della riunione odierna dell’esecutivo regionale sono state approvate le modifiche al regolamento dell’Ircac in materia di aiuti alle imprese. La giunta di governo ha così approvato gli schemi delle delibere predisposte dall’Ircac e ratificate dal dipartimento regionale della Cooperazione.

“Con queste novità – spiega l’assessore regionale Titti Bufardeci – si ribadisce il ruolo centrale dell’istituto di credito per le cooperative siciliane che si dota di regole moderne per essere ancor di più al fianco degli operatori del settore”.

Le modifiche approvate dal governo regionale prevedono la semplificazione amministrativa degli atti, con regole meno rigide in materia di autocertificazione e la possibilità, per l’Istituto, di accompagnare le cooperative sin dalla fase di start up.

“Sono molto felice che il governo abbia recepito le modifiche che avevamo proposto – commenta Antonio Carullo, commissario straordinario Ircac – ed è un buon viatico per far sì che il nostro istituto rafforzi il suo ruolo di sostegno al prezioso mondo della cooperazione siciliana”.

Con le modifiche al regolamento, si viene incontro alle richieste formulate dalle centrali della cooperazione siciliana. E sempre di cooperazione si continuerà a parlare anche domani: Bufardeci e Carullo parteciperanno al convegno di Siracusa, organizzato da Confcooperative.