E’ clamorosa la notizia che la Fondazione Teatro Massimo è morosa nei confronti del Comune di Palermo per non aver pagato la Tarsu. Lo ha scoperto il consigliere comunale del Pd, Maurizio Pellegrino.
“La mia memoria mi suggerisce che il presidente di tale Fondazione è un certo avvocato Diego Cammarata – dice con evidente sarcasmo Pellegrino – che mi auguro sia solo omonimo dell’altro avvocato Diego Cammarata sindaco di Palermo”.
“Anche perché – incalza il consigliere Pd – se fosse confermato che non ci troviamo di fronte a un caso di omonimia, ma che è proprio la stessa persona, stavolta nei panni di sindaco, che propone l’aumento della Tarsu, sarebbe un fatto oltremodo grave. Specie alla luce della circostanza, che, a Palermo, gli evasori della Tarsu, istituzionali, sarebbero tanti e troppi. Saremmo di fronte a un episodio degno della migliore commedia dell’arte”.
“Immaginiamo un canovaccio teatrale di questo tipo: il sindaco per far rispettare l’ammontare del gettito annuo della Tarsu, cita a giudizio il presidente del Teatro Massimo – prosegue Pellegrino -. Immaginate davanti gli organismi preposti a far giustizia della lite, cosa dovrebbe fare il povero Cammarata? Cadere in un in un vorticoso gioco delle parti, cambiando continuamente sedia e lato, per potere impersonare appieno il suo doppio ruolo di creditore e di debitore moroso”.
“Al di là delle amare ironiche considerazioni – conclude Pellegrino – che tale notizia suscita, c’è da riflettere sullo sfascio prodotto da una conduzione amministrativa che, mentre ha portato la Tarsu ai livelli più alti d’Italia, non è riuscita a farla pagare ai soggetti più potenti, pensando poi di rifarsi sulle spalle dei contribuenti onesti e dei cittadini più deboli.”
