Salvatore Parlagreco

(essepi) “L’esecutivo istituzionale di Latteri? Una proposta irricevibile. Una marmellata che ci fa tornare indietro, quasi che in Sicilia non fosse successo niente. E invece in Sicilia sono successe molte cose, pare che Latteri non se ne sia accorto. Colgo una malcelata nostalgia nelle sue parole…”. Antonello Cracolici non ci gira attorno, boccia il governo istituzionale proposto da Latteri, sul quale il Pid aveva manifestato un’apertura, senza se e senza ma, e manifesta i propositi del Pd dopo il vertice con Maurizio Migliavacca della direzione nazionale.

Questa bocciatura esprime l’opinione del presidente del gruppo parlamentare Pd o del partito?
“E’ la linea di sempre del Pd, siamo contro gli assembramenti, oggi più che mai ci vogliono propositi condivisi e alleanze strategiche di lungo respiro”.

Che significa?
“Significa che si sono consumati i tempi dell’emergenza e della transizione, che siamo a due anni dalle consultazioni regionali e che occorre arrivare al traguardo insieme, se ci sono le condizioni. Ma insieme non significa “tutti insieme”, significa sedersi attorno al tavolo con coloro che hanno progetti comuni e obiettivi da condividere”.

Bocciato Latteri, che ne farete del governo tecnico?
“Non sono il plenipotenziario, sono il capogruppo di uno dei partiti della coalizione e rispondo dal mio partito delle cose che faccio. E il Pd non può sostenere una transizione infinita. Avevamo già previsto che dopo la finanziaria saremmo passati ad una fase nuova. Dobbiamo prepararci agli appuntamenti elettorali con grande impegno, disponendo di un partito coeso, riconoscibile, che parli agli elettori attraverso ciò che riesce a fare”.

Che cosa avverrà dunque?
“Dobbiamo lavorare per un’alleanza strategia, quindi un’alleanza elettorale, altro che assembramenti. Ora dobbiamo sperimentare se ci sono le condizioni per pervenire a questo risultato”.

Avete fissato scadenze, paletti? Il vertice con l’emissario di Bersani ha dato delle indicazioni?
“Credo che sia stato positivo, abbiamo potuto traguardare i nostri obiettivi con quelli del partito. Ci muoviamo sullo stesso alveo, anche se ci sono peculiarità siciliane che non possiamo non prendere in considerazione e possono trasformarsi in opportunità che abbiamo il dovere di cogliere”.

Avete deciso di mandare a mare il governo tecnico?
“No, abbiamo valutato con l’impegno che la questione richiede, la necessità di passare ad una fase successiva, a lavorare per un’alleanza strategica. Non possiamo sostenere un governo che galleggia. Ci aspettiamo dagli alleati una risposta al nostro proposito di realizzare un governo politico che abbia obbiettivi riformatori e sia il braccio operativo dell’alleanza strategica.  Interessi elettorali comuni aumenterebbero la coesione, facendo cadere insofferenze, diffidenze e sospetti. Stare sulla stessa barca, insomma, è meglio…”

La proposta del deputato Mpa Latteri non è stata presa in considerazione?
“E’ irricevibile per quel che ci riguarda. Noi concepiamo il governo come emanazione di una politica e la politica come il risultato di un progetto, un programma, obiettivi comuni”.

C’è chi la pensa diversamente nel suo partito?
“Il Pd non è un monolite, questo non c’è dubbio, ma non può nemmeno essere un albergo a ore. Il vertice con Migliavacca ha il merito di avere chiarito le idee a coloro che vi hanno partecipato. Quel che il Pd vuole a Roma e Palermo è noto, innegabile. Ora bisogna lavorare per soluzioni nette. Niente pasticci. Ci sono appuntamenti importanti alle porte. E chi gioca allo sfascio se ne assume la responsabilità”.