Giorni convulsi anche in Parlamento a causa dei contraccolpi seguiti agli incidenti di percorso del Pdl nella presentazione delle liste per le regionali. Gli infortuni del Lazio e della Lombardia hanno stretto le fila nella maggioranza e obbligato anche la seconda carica dello Stato a scendere in campio a Palazzo Madama e fuori.
Schifani ha affermato la necessità che sulle liste si badi più alla sostanza che alla forma, facendo prevalere il diritto del Pdl ad avere una lista da sottoporre agli elettori. La qualcosa si tradurrebbe in un invito a non tenere conto delle regole. Non è proprio ciò che ci si attende da una figura istituzionale chiamata ad esercitare un ruolo di garante delle regole e di tutela delle norme vigenti-
Se si facesse prevalere la sontanza – cioò il bisogno di una delle parti – si creerebbe un precedenteche finirebbe con il delegittimare le regole vigenti. Il Presidente Schifani, ovviamente, non ha ricevuto applausi dall’opposizione per questa uscita.
I lavori di Palazzo Madama sono diventati occasione di una coda della polemica suscitata dalla dichiarazione.
Il Presidente del Senato è entrato nella mischia, lamentano le opposizioni.
"Il presidente e il vice presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliarello si divertono a polemizzare con la presidente Anna Finocchiaro”, dichiara il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda, “ma eludono sfacciatamente il problema politico e istituzionale che i senatori del Pd stanno ponendo da tempo: quello delle modalita’ con cui il presidente Renato Schifani esercita la sua funzione e dirige i lavori dell’aula del Senato. Il nostro dissenso da Gasparri e Quagliariello e’ tutto qui".
"Il presidente Schifani”, continua Zanda, “non tutela i diritti dei senatori dell’opposizione ed esercita le sue funzioni pendendo come puo’ a favore del governo e della maggioranza. Questo non va bene per il presidente del Senato la cui funzione -conclude Zanda- e’ quella dell’arbitro neutro e non del giocatore".
