Salvatore Parlagreco

Il Pdl celebra in Sicilia, per la prima volta, i congressi provinciali. Si comincia a Caltanissetta e Siracusa (12 febbraio), poi tocca a Palermo (18 febbraio, Catania e Enna (25), Agrigento e Trapani (26), Messina e Ragusa (3 marzo).

Vigilia tranquilla, quasi che si trattasse di routine. E invece si tratta di un debutto in democrazia. Se filasse liscio come l’olio, sarebbe un evento. Un po’ ovunque, infatti, si registrano denunce di iscrizioni fasulle nel Popolo della Libertà, in specie nel Nord Italia. Grazie a “Striscia la notizia”, il popolare programma di Antonio Ricci su Canale 5, sono stati scoperti casi clamorosi. Novità assoluta nella storia politica del Nord Italia. Sono diventai ligi e sobri i siciliani e piccoli imbroglioni i galoppini politici del Nord?

E’ bene evitare di fare di tutta l’erba un fascio e, non anticipare i tempi. Non ci sono santarelli nell’Isola e diabolici mestatori nel Nord. Nasce un partito che c’era già, con ciò che questo comporta. E’ ragionevole osservare, al momento, che mentre in Sicilia le tessere fasulle non sono considerate uno scandalo, nel Nord, invece, costituiscono un episodio notevole. E’ come la percezione del freddo o dei prezzi. Dove non si è abituati alle temperature basse, bastano dieci gradi per correre ai ripari con maglie di lana e mutandoni.

Il numero degli iscritti in Sicilia, quasi 120 mila, non è esorbitante rispetto a ciò che è accaduto nel Nord e nel Centro. Anche questo va tenuto in buon conto, seppure le modalità siano state pressoché identiche. I gazebo virtuali sono stati organizzati dai dirigenti e i risultati sono stati offerti al pubblico con una lista di leader territoriali o nazionali. Piuttosto che la conta territoriale c’è stata una conta personale. Con il tesseramento, Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna, hanno acquisito un numero, equivalente alle tessere portate nel Polo delle Libertà. E’ stata, infatti, una competizione bella e buona fra notabili.

Poteva essere diversamente? Affatto. La monarchia berlusconiana è stata messa nello scaffale, toccava alle prima file assumerne l’eredità. Un passaggio necessario.

Striscia la notizia ha regalato popolarità agli imbrogli e mostrato che a metterli in atto sono stati degli apprendisti stregoni, che sono stati facilmente sgamati (ed è la ragione per la quale nelle aree più avvezze a questi eventi, finora regna un clima tranquillo?).

I carabinieri giovedì scorso si sono recati in via dell’Umiltà a Roma, sede del Popolo delle Libertà, ed hanno sequestrato dozzine di liste di iscritti che hanno subito denunce e forti contestazioni.

Nel vicentino, nel trevigiano ed a Bari gli episodi più singolari. Nel capoluogo pugliese, si è scoperto che in Via Colajanni 10, risiedevano 139 iscritti su 6.500. In quel numero civico operava una società di consulenza e non un condominio. Quindi, tutto farlocco.

Nel vicentino e nel trevigiano sono state usate le associazioni dei cacciatori. Tutti i cacciatori, o quasi, hanno saputo di essersi iscritti nel Pdl grazie a “Striscia la notizia”. Fra loro anche un cacciatore noto nella zona, il sindaco leghista di Codognà, nel trevigiano, che quando ha saputo del suo “cambio di casacca” attraverso la tv, s’è giustamente arrabbiato.

Angelino Alfano ha vigilato sulla “sua” Sicilia? Ne dubito, non avrebbe potuto anche se l’avesse voluto. Brogli o no, per il Pdl si tratta del Rubicone, e l’attraversamento di un fiume non è mai agevole, specie nella stagione delle tempeste.