Roberto Rizzuto

"La condanna penale è personale, ma la condanna politica c’é tutta e riguarda il partito di Silvio Berlusconi, Forza Italia, nato in virtù di un rapporto non occasionale tra uno dei suoi fondatori, Marcello dell’Utri, e la mafia". Lo afferma il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, sottolineando che "la riprova è che Berlusconi, una volta al governo, varò come prima cosa il decreto Biondi, il cosiddetto salva-ladri, che permetteva anche ai mafiosi di non andare in carcere. Un patto politico scellerato – conclude – che necessita di un intervento della Commissione parlamentare apposita per valutare perché e che cosa accadde in quegli anni".

 

"Le dichiarazioni di Dell’Utri – continua Di Pietro – danno corpo alle ragioni per le quali è stato condannato in appello per concorso esterno in associazione mafiosa. Infatti, solo una persona di quel livello può permettersi di dire e sostenere che ‘non fare il ministro ma scegliere i ministri è un lavoro ancora più bello’. Insomma, proprio come facevano i mafiosi una volta".