Ignazio Panzica

Totò Cuffaro si è dimesso dall’Udc, e pare, pure, già da un pezzo. Lo ha, incidentalmente, ufficializzato ieri, ad Ancona, Pierferdinando Casini. La notizia è scaturita da un animato “siparietto”, particolarmente polemico, che si era venuto ad accendere tra la giornalista Sandra Amurri ( de ”Il fatto quotidiano”) e l’ex senatore dell’Udc Luigi Marconi. Oggetto della disputa era stata una domanda della giornalista rivolta all’On. Ciccanti Udc, se non si ravvisasse una lampante contraddizione tra la tesi politica sostenuta in campagna elettorale dall’Udc, sull’opportunità di non candidare alle elezioni personaggi sottoposti a condanne penali, in pendenza della posizione personale del Senatore Totò Cuffaro dell’Udc.

 

A questo punto mentre, pare, che gli animi si stessero riscaldando oltre il consentito, è intervenuto Pierferdinando Casini. Che, con il sorriso sulle labbra ha detto sillabando all’Amurri: "La polemica non ha ragione di esistere, perché l’onorevole Ciccanti è, evidentemente, male informato, visto che il senatore Cuffaro non è più un iscritto dell’Udc. Vede, le ho dato una notizia".

 

Non siamo riusciti a raggiungere l’ex Presidente della Regione per trovare un suo commento. Anche se alcuni suoi collaboratori sostengono che si tratti di una non notizia, considerato che Cuffaro aveva già preannunciato il 23 gennaio scorso, dopo l’aggravamento della sua condanna a sette anni in sede di Corte di Appello penale, che avrebbe lasciato ogni suo incarico nell’Udc.

 

Dopo, evidentemente, deve essere subentrato un ulteriore riflessione, che deve averlo spinto anche a lasciare, senza dare alcuna enfasi all’atto, la stessa iscrizione al Partito dell’Udc. Il senatore Cuffaro era stato condannato per le accuse di “favoreggiamento aggravato per avere agevolato la mafia, e rivelazione di segreto istruttorio”. “Prendo atto della sentenza della Corte – aveva dichiarato “a caldo” Cuffaro – e la rispetto pur nella mia consapevolezza personale di non essere un mafioso. In conseguenza di ciò lascio ogni incarico di partito e mi dedicherò, con la serenità che la Madonna mi aiuterà ad avere, alla mia famiglia e a difendermi nel processo, fiducioso in un esito finale di giustizia”.

 

La notizia ha una chiara rilevanza politica regionale, perché di conseguenza rischia di ridisegnare gli equilibri parlamentari all’Ars. Infatti, sorge spontanea la domanda: cosa faranno,adesso, i deputati cuffariani all’Ars, rimarranno nell’Udc o emigreranno altrove?