Roberto Rizzuto

Un governo di ‘larghe intese’: e’ questo l’appello del leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ‘a tutti”, ‘alla maggioranza in primo luogo’. Casini sottolinea pero’ che non intende farsi ‘usare’ contro Fini nelle ‘dinamiche interne’ al Pdl. Esclude poi l’ipotesi del voto anticipato: ‘Berlusconi avra’ pure tanti difetti, ma non e’ un cretino’, dice – e auspica lo stop del governo sul ddl intercettazioni: ‘fermi questo treno in corsa che rischia di deragliare rovinosamente’. Un ddl destinato, secondo Casini, a ‘infrangersi contro le prime verifiche di costituzionalita’. ‘La questione – spiega – non e’ aggiungere un posto a tavola, cosa poco dignitosa, ma aprire una fase politica nuova, che superi la teoria’. Di qui l’appello per una formula che coinvolga ‘le forze piu’ responsabili dell’opposizione’. Tre anni di tempo, precisa il leader dell’Udc, per ‘arrivare alle larghe intese’ anche se, ammette, il rapporto col Pd ‘non e’ facile’. I democratici, afferma, tra qualche anno ‘rischiano di ripresentarsi con gli stessi ingredienti di un governo Prodi. Al quale vorrebbero si aggiungesse l’Udc. Con franchezza, se devo marciare al fianco del Prc, Di Pietro e magari della D’Addario rispondo ‘no”. Sul caso Brancher (‘un pasticcio’), il leader dell’Udc spera invece in un ‘sussulto di ragionevolezza’ del diretto interessato oltre che della maggioranza.