Salvatore D'Anna

Continua il muro contro muro all’interno del Pdl isolano. Scende in campo anche il presidente dell’Ars Francesco Cascio. Il nuovo gruppo parlamentare dell’Assemblea regionale siciliana tenuto a battesimo da Gianfranco Miccichè non si chiamerà "Pdl Sicilia", ma più semplicemente gruppo "Sicilia". Il niet è arrivato proprio dal presidente dell’Ars che ha negato ai parlamentari che hanno dato vita alla scissione con il Pdl l’utilizzo del simbolo del Popolo della Libertà. "Creerebbe confusione" è la motivazione  con cui la presidenza dell’Ars non ha accolto la nascita del nuovo gruppo parlamentare. Per l’ufficio di presidenza dell’Ars la confusione nasce col gruppo già esistente denominato "Pdl".

 

L’annuncio è stato dato dal vicepresidente dell’Assemblea, Camillo Oddo, durante la seduta di Sala d’Ercole, sottolineando che la presidenza ha preso questa decisione in quanto il nome "ingenererebbe confusione con quello del già esistente Pdl, pertanto tale denominazione non può essere accolta".

 

Il nome probabilmente cambierà, non rimarrà Sicilia, denominazione che richiama la dicitura della spilletta che i deputati appartenenti al gruppo portavano l’altro giorno durante la conferenza stampa di presentazione, "Il popolo della Libertà-Sicilia". I vertici della nuova formazione politica hanno annunciato che daranno battaglia  perché la decisione di Cascio non li convince affatto. Dietro vi vedono una strumentalizzazione politica. Cascio, è bene ricordarlo, fa parte proprio della corrente del Pdl rimaasto fedele ai due coordinatori regionali Castiglione e Nania. Per Gianfranco Miccichè e soci, Pdl Sicilia è un gruppo che a pieno titolo fa riferimento  al partito di Silvio Berlusconi nell’Isola. La loro tesi è che non c’è contrapposizione con il Pdl, ma che l’indicazione Sicilia aggiunta al nome del partito sottolinea comunque lo "spirito" meridionalista del gruppo.

 

"L’utilizzo del simbolo – dice Salvino Caputo, del gruppo dei lealisti del Pdl – con l’aggiunta Sicilia avrebbe ingenerato confusione e avrebbe legittimato una scelta politica che è e resta scissionistica. Il partito è uno solo e soltanto questo si può fregiare del simbolo del Popolo delle Libertà. Nessuna deroga è ammessa e quindi possono utilizzare qualunque simbolo meno che quello di Berlusconi".

 

L’impressione è che solo l’intervento del Cavaliere, prospettato anche dal presidente della Regione Raffaele Lombardo, potrà mettere a posto le cose nel tumultuoso Pdl in Sicilia.