Salvatore Parlagreco

Carmelo Briguglio versus Renato Schifani. Per par condicio. Ancora siciliani in duello, ancora un duello nel Pdl ed ancora i finiani dell’Isola in prima linea.

 

Briguglio non ha affatto digerito l’intromissione del presidente del Senato sul ritorno anticipato alle urne e non ha ritenuto giusto che il suo leader, Fini, venga tacciato di fare politica per il suo nuovo schieramento, mentre Renato Schifani venga considerato un arbitro neutrale.

 

In una intervista al Fatto quotidiano di Padellaro – che dedica la prima pagina ai guai giudiziari di Schifani (risolti con l’archiviazione) – Briguglio sostiene con puntiglio che Schifani non è affatto imparziale, “è un capo corrente che in Sicilia si da molto da fare”.

 

Briguglio non chiede le dimissioni di Schifani – “le cariche istituzionale non sono nella dispoibilità del contingente della politica”- ma il presidente del Senato “non può pensare che gli venga riconosciuta la terzietà. Non esiste, non è neutrale”.

 

Briguglio non ha peli sulla lingua: “È entrato a gamba tesa sulla scena politica a favore di Berlusconi contro Fini, molto poco elegantemente senza che Fini, peraltro, abbia mai fatto lo stesso con lui. E per di più ha contraddetto il presidente della Repubblica, che è stato costretto a reagire con forza anche se non si è rivolto direttamente a lui”.

 

Briguglio, infine, si dedica a Schifani siciliano e capo corrente, ricordandone ruolo, alleanza, interventi, posizioni politiche al fine di dimostrare il suo coinvolgimento nel confronto politico siciliano e non solo. In Sicilia – ricorda Briguglio – Schifani è un capo corrente del Popolo della Libertà attivo, dinamico, talvolta scomposto. E non solo in Sicilia. Altrove promuove, arruola parlamentari, sindaci, amministratori locali, dirigenti delle Asl, si occupa dei suoi soldatini di piombo, delle sue truppe come qualsiasi leader di corrente che si rispetti. E lo fa insieme al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, con una partecipazione spesso viscerale.

 

“È un dato di fatto – prosegue Briguglio – che abbia condotto e conduce una sua guerra politica e personale contro il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, basta chiederlo a Micciché. Con lui Schifani gioca come Gatto Silvestro e Tweety…”.