Dario La Rosa

Le carenze d’organico degli uffici giudiziari agrigentini sono al centro dell’incontro tra magistrati, avvocati e personale del Palazzo di Giustizia e il Guardasigilli Angelino Alfano in corso ad Agrigento, città d’origine del ministro. In atto al tribunale di Agrigento ci sono undici magistrati giudicanti in meno rispetto all’organico assegnato, mentre i Pm sono dieci rispetto ai tredici previsti. I sostituti in servizio, tuttavia, presto scenderanno otto con il trasferimento ad altra sede di altri due Pm. L’organico presenta scoperture del 12% anche tra il personale amministrativo. L’incontro è in corso nell’aula Livatino. Dopo gli interventi del presidente del Tribunale Luigi D’Angelo, del procuratore della repubblica Renato di Natale, del presidente dell’ordine degli avvocati di Agrigento Nino Gaziano, il ministro Alfano concluderà i lavori.

 

"Stiamo studiando i rimedi più efficaci per fronteggiare la situazione degli uffici giudiziari agrigentini". Lo ha detto il ministro Angelino Alfano, dopo l’incontro di oggi ad Agrigento con magistrati, avvocati e personale degli uffici giudiziari. "Stiamo perseguendo con grande efficacia – ha sottolineato il Guardasigilli – un principio di leale collaborazione con i vertici degli uffici giudiziari, che lamentano giustamente e legittimamente carenze di organici derivanti dal fatto che alcuni magistrati hanno chiesto di andare via e nessuno può imporre il trasferimento ad Agrigento ad un magistrato". "Assieme al presidente del tribunale, al procuratore della Repubblica ed al presidente dell’ordine degli avvocati – ha aggiunto Alfano – stiamo studiando i rimedi più efficaci per far sì che rispetto all’annunciato e da noi consentito arrivo di nuovi magistrati negli uffici giudiziari di Agrigento, che dovrebbe verificarsi nella prossima primavera, questa vacanza di organico sia la più breve possibile. Stiamo lavorando in questa direzione".

 

LA PROTESTA DELL’ANM – "Protestiamo contro una manovra economica che svilisce la dignità della funzione giudiziaria e ancor più mina l’indipendenza e l’autonomia della magistratura" e che "fa allontanare i giovani dalla magistratura". Lo afferma l’Anm di Agrigento in una lettera aperta al ministro Alfano. "L’attuale impostazione – osserva l’Anm di Agrigento – penalizza, in misura eccessivamente gravosa, le retribuzioni dei magistrati nella prima fase della carriera, e soprattutto dei più giovani, che subiscono una riduzione di stipendio fino al 30 per cento. Ad esempio, un magistrato di prima nomina – anche se destinato in una sede di frontiera e ‘disagiata’ come quelle di Agrigento, Gela o Sciacca – con uno stipendio lordo di circa 40 mila euro subirà tagli complessivi per circa 10 mila euro lordi l’anno, circa il 25% dello stipendio". "Questa manovra – sostiene l’Anm – sta già provocando un massiccio ‘esodo’ di magistrati, anche di provata esperienza e professionalità, gravemente penalizzati dalle misure concernenti il trattamento di fine rapporto, con conseguente grave scopertura degli organici già in sofferenza". "Non ci attendiamo risposte immediate – conclude la lettera dell’Anm di Agrigento al ministro Alfano – ma una seria e meditata riflessione che tenga conto di quanto rappresentato e che, ribadiamo, mira a garantire l’esercizio della Giurisdizione secondo i dettami della Costituzione repubblicana".

 

"IN RIFORMA PARITA’ TRA ACCUSA E DIFESA" - "Noi riteniamo che l’obiettivo che ci siamo dati, cioé quello della parità tra l’accusa e la difesa nel processo, sia un obiettivo raggiungibile e ci batteremo perché possa essere raggiunto". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, ad Agrigento per un incontro sulla situazione degli uffici giudiziaria della provincia, riguardo alla riforma della Giustizia annunciata per settembre.

 

"Accusa e difesa – ha aggiunto il Guardasigilli – devono essere pari e per essere pari occorre che non ci sia una maggiore vicinanza del giudice al Pm. Il giudice deve essere equidistante rispetto al Pm e all’avvocato difensore, per essere pari accusa e difesa occorre che abbiano sopra di loro un giudice equo, imparziale ma anche equilibrato". Il tempo parlamentare non lo stabilisce il Governo, se ne occuperà la conferenza dei capigruppo". Così il Guardasigilli, Angelino Alfano, ad Agrigento per un incontro sulla situazione degli uffici giudiziari della provincia, ha risposto alla domanda se la legge sulle intercettazioni sarà approvata prima dell’estate. "Noi come Governo – ha aggiunto il ministro – abbiamo detto e ribadito che dopo due anni di lavoro della Camera e del Senato riteniamo sia maturo il tempo per una decisione".