"La via del decreto e’ la scelta del male minore". A sostenerlo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo alla presentazione del suo libro ‘Il futuro della liberta” a Riccione, in provincia di Rimini, commentando cosi’ la decisione del Consiglio dei ministri di emanare un decreto interpretativo per le regionali.
Fini tiene a chiarire che si tratta della scelta del male minore in virtu’ "di tutto quello che e’ stato detto e che si sarebbe verificato in mancanza di una interpretazione autentica della legge, garantendo a tutti la possibilita’ di partecipare e agli elettori il diritto-dovere di pronunciarsi in ragione di quello che e’ il programma e di quelli che sono i comportamenti che hanno contraddistinto le parti".
"La prima cosa che non si deve fare e’ tirare in ballo il capo dello Stato". Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in occasione della presentazione del suo libro ‘Il futuro della liberta” oggi a Riccione, in provincia di Rimini, e riferendosi evidentemente a quanti nella maggioranza e nell’opposizione strumentalizzano la firma del decreto interpretativo da parte del presidente della Repubblica.
Fini, infatti, chiarisce che non deve farlo "quella parte di opposizione che lo accusa di essere di parte e di comportarsi come Ponzio Pilato", ma nemmeno "quella parte della maggioranza che si nasconde dietro la firma del capo dello Stato e sostiene che la firma e’ la prova della bonta’ del decreto".
"Il capo dello Stato -tiene a precisare il presidente della Camera- nel momento in cui firma un decreto, si limita a verificare i presupposti che la Costituzione prevede, non entra nel merito". "Se in questo clima di politica accesa, strumentalizzando si tira da una parte e dall’altra il presidente della Repubblica, non si contribuisce -conclude Fini- a creare un clima di fiducia, responsabilita’ e rispetto tra le istituzioni".
