Questa, proprio, Ignazio La Russa non l’ha digerita. Ne aveva sentite tante dalla bocca di Roberto Formigoni ed aveva dovuto sopportare con pazienza sull’altare della “grande alleanza” Lega-Pdl. Ma l’ex ministro e collega di governo Calderoli non l’aveva mai ferito al cuore, come questa volta. Il leghista, infatti, ha pronosticato un sicuro insuccesso a Angelino Alfano, per via delle stimmate, le radici siciliane, che sarebbero esiziali ai fini del consenso interno al Pdl. Fosse un brianzolo, avrebbe precisato Calderoli, qualche chance potrebbe conservarla il delfino del cavaliere, ma un siciliano che si impadronisce del partito, proprio no.
Ignazio la Russa non se l’è tenuta e le sue origini siciliane gli hanno rimescolato il sangue. Ed ha rimproverato aspramente Calderoli. “È una sciocchezza dire che non può essere candidato del Pdl perché siciliano”. Quindi ha osservato: “Legittimo che la Lega faccia opposizione a Monti, ma sta superando il perimetro di interventi a cui ci aveva abituati e che era già molto ampio. Già il riferimento a Piazzale Loreto, poi siamo passati a qualcosa di sciocco e decisamente antistorico come contestare a Alfano la possibilità dei leadership perché siciliano”.
Infine, Ignazio infligge la stoccata finale alla Lega: “Mi viene da sorridere quando penso che la moglie di Bossi è siciliana ed il figlio è per metà siciliano e per metà lombardo”.
Le riflessioni di Calderoli hanno proprio fatto arrabbiare il siciliano di Milano, Ignazio La Russa. Le ragioni? Leggete quel che sostiene l’ex Ministro leghista: “Forza Italia o il Pdl potevano vincere con un candidato brianzolo, voi pensate che cosa succede al Pdl se candidano un siciliano a casa nostra… Lo mandano a scopare al mare”.
