"Questo governo ha fatto molto contro l’evasione, aumentando il gettito da recuperi, ma sono ancora gocce in mezzo al mare". Così il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, commenta le dichiarazioni dei redditi del 2008 apparse sul Corriere della sera, da cui emerge che solo tre italiani su mille si collocano sopra i 150mila euro. "Basta andare a passeggiare in qualche porticciolo e guardare le barche e le automobili e vedremo un mondo molto più opulento di quanto non appaia dalle dichiarazioni dei redditi", dice Brunetta intervistato da Radio Rtl 102,5, parlando di "patto fiscale implicito perverso per cui ci sono quelli che non possono evadere, che sono dipendenti e pensionati, e quelli che pagano le tasse che vogliono: mettiamola così". Certamente, prosegue il ministro, il problema sono i controlli, che "sono molto pochi: quando uno decide di evadere, se ci fosse qualcuno che subito fuori della porta gli dà una martellata in testa, la propensione a decidere in maniera opportunistica sarebbe limitata".
MAGISTRATI USANO COSTITUZIONE MA LA VIOLANO – Molti magistrati "violano la Costituzione" facendosi eleggere in parlamento e quindi aderendo ai partiti politici. Lo ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, commentando la protesta di ieri che ha visto i magistrati, con la Costituzione in mano, abbandonare le aule in cui era in corso l’inaugurazione dell’anno giudiziario. "L’Anm – ha osservato Brunetta intervistato da Radio Rtl 102,5 – ha organizzato la protesta di ieri: da questo punto di vista nulla questio, perché è un sindacato e i sindacati normalmente organizzano azioni e proteste. L’hanno organizzata in un momento un po’ particolare, all’apertura dell’anno giudiziario. Alcuni se ne sono accorti, io per esempio ero in Corte d’Appello a Venezia e non me ne sono accorto. Io rispetto la protesta, ma non ho capito bene perché protestavamo: imbracciano la costituzione, che però è di tutti e dice che i magistrati non si possono iscrivere ai partiti. Ci sono molti magistrati che sono stati eletti in Parlamento e che quindi sono diventati parte di partiti, e finita l’esperienza parlamentare sono tornati a essere magistrati: questo è un modo bello e buono di violare la costituzione e questa è prassi". In ogni caso, Brunetta crede che "serva dialogo tra l’ordine della magistratura, che è importantissimo e serve a garantire la legalità, e il potere democratico che sono governo e parlamento. Ma se questo dialogo non c’é perché prevalgono logiche corporative e sindacali il governo ha il diritto dovere di governare, il parlamento ha il diritto dovere di fare le leggi. A ciascuno la propria parte, senza invasioni di campo".
ENTRO 2010 PRESCRIZIONI MEDICHE ON LINE – "Entro il 2010 arriverà la prescrizione medica on line, per chi lo vorrà". Lo ha annunciato il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, intervenendo a Radio Rtl 102,5. Il ministro ha poi ribadito che in caso di elezione a sindaco di Venezia non abbandonerà il ministero: "La mia rivoluzione – ha detto – va avanti. Ne vedrete di interessanti nelle prossime settimane. Ho preso un impegno con 60 milioni di italiani e lo porterò a termine".
