Enzo Bonsangue

Il ministro delle Riforme e leader della Lega Umberto Bossi è pronto a mobilitare i leghisti di Veneto, Lombardia e Piemonte in caso di un governo tecnico. "Berlusconi – ha detto Bossi, conversando con i cronisti a Ponte di Legno – porta in piazza la gente e sono tanti, di più. La Lega si unisce a quell’operazione con il Veneto, il Piemonte e la Lombardia. Sono un sacco di milioni persone e sono incazzate". Non esistono governi tecnici che nascano dalla volontà del Capo dello Stato, ma esecutivi, qualunque sia la loro composizione, che nascono dal fatto che il Parlamento dà loro, a maggioranza, la fiducia.

 

E’ il ragionamento che fa il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un colloquio con il Corriere della Sera, all’ indomani delle polemiche animate dalla sua intervista all’ Unità, in cui chiedeva di fermare le "rese dei conti" e sottolineava che un "vuoto politico" e un eventuale "durissimo scontro elettorale" sarebbero un pericolo per il Paese. Nel colloquio con il quotidiano di via Solferino, il Capo dello Stato chiarisce di essersi "limitato a far capire a quanti si esercitano in continue congetture sul voto, indicando persino qualche data tra novembre e dicembre prossimi, che è bene che si astengano perché questo non è di loro competenza". Non è possibile dire, aggiunge Napolitano, "in modo sbrigativo e strumentale" che la legislatura si chiude senza che sia chiaro a chi compete davvero dichiararne la fine. "A queste cose – chiarisce nel colloquio col Corriere – ho reagito". Napolitano non entra però nel merito delle polemiche: "Lascio parlare, io non posso e non debbo fare considerazioni sulla possibile composizione del conflitto interno alla maggioranza". Ma ribadisce che bisogna smettere con la campagna "di pura pressione delegittimante" come quella in corso nei confronti del presidente della Camera, perché figura che "garantisce l’attività legislativa" che "va preservata da speculazioni e attacchi politici". Anche perché, a differenza di ciò che accade per i membri del governo e per il presidente del Consiglio, per i quali "c’é un luogo dove può avvenire il confronto e dove si possono prendere decisioni, che è il Parlamento" attraverso "mozioni di sfiducia, o al contrario, voti di fiducia", per i presidenti delle Camere un simile sbocco non c’é perché "non esiste una procedura di revoca".

 

MONTEZEMOLO: BOSSI, DEVE FARE ACCORDO CON ME E BERLUSCONI – "Quella gente lì in politica cercherà di agganciarsi a chi può farli vincere": parte da questo il segretario della Lega Nord Umberto Bossi per tornare a parlare di Luca Cordero di Montezemolo dopo la dichiarazione dell’ex capo di Confindustria secondo cui Silvio Berlusconi ha deluso. "O fa un accordo con Bossi e Berlusconi – dice il senatur – o non entra in politica". Certo, il ministro del Federalismo considera "curioso" che Montezemolo abbia fatto la sua uscita ora, ma non arriva a parlare di un disegno con Udc e finiani. "Se entra in politica – osserva – deve farlo per vincere. E per vincere deve fare un accordo con Berlusconi e con me. Le altre soluzioni lasciano il tempo che trovano".

 

GOVERNO TECNICO? NESSUN MATTO DISPOSTO GUIDARLO – Con la situazione attuale non si troverà nessun "matto" disposto a guidare un governo tecnico, secondo il leader della Lega Nord Umberto Bossi che considera l’ipotesi "rischiosissima" per il Carroccio perché un esecutivo simile potrebbe cancellare, a suo dire, le leggi sull’immigrazione. "Napolitano – ha detto conversando con i giornalisti a tarda notte – deve ascoltare tutti. Ma chi ha il coraggio di dire mi offro? Non c’é nessun matto che faccia il governo: lo fai in cinque minuti e dura cinque minuti". Certo è, secondo Bossi, che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti non sarebbe disposto a guidarlo e che la Lega non lo appoggerebbe data la sua contrarietà a governi tecnici. "Tremonti – ha ripetuto – vuol bene a Berlusconi e non gli fa questo dispetto". Un governo tecnico per la Lega Nord sarebbe, infatti, "rischiosissimo". E il motivo non è solo quello che ha già più volte detto dal senatur, cioé che cambierebbe la legge elettorale. "Sarebbe rischiosissimo per noi – ha spiegato a Ponte di Legno – perché serve a cancellare le leggi sull’immigrazione che non interessano né a Fini né a Bersani". "Un governo tecnico – ha ribadito – per me non può passare. La gente ha messo la crocetta sul nome di Berlusconi: l’idea di un governo tecnico è fuori dal mondo.".

 

LE ELEZIONI NON BLOCCHERANNO IL FEEDERALISMO – Per l’attuazione del federalismo il vero rischio di ritardi non sono tanto le eventuali elezioni anticipate, quanto un governo bloccato fino alla fine della legislatura. Umberto Bossi anche così ha spiegato la sua apertura, se non ci sarà una maggioranza solida, a un nuovo voto. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di bloccare le riforme durante la campagna elettorale, il segretario della Lega Nord ha detto che "il vero problema è avere un freno per tre anni". E con il ritorno alle urne, a suo dire, non ci sarebbe nemmeno il rischio di non avere la maggioranza al senato. "La maggioranza – ha detto – la determina la Lega". Berlusconi non si deve preoccupare di un eventuale incremento dei voti del Carroccio perché "sa che i voti dati a noi – ha aggiunto il ministro del Federalismo – sono in cassaforte. Non siamo matti. Manteniamo la parola".