"Non credo che si possa ricucire lo strappo tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, e quindi vedo all’orizzonte la nascita di un nuovo partito politico". E’ quanto afferma, in un’intervista pubblicata oggi su La Stampa, Italo Bocchino, presidente dei deputati di Futuro e liberta’ per l’Italia, che aggiunge: "Berlusconi dovra’ decidere se questo partito politico potra’ far parte della coalizione. Noi naturalmente siamo per questa soluzione. In caso contrario, il voto e’ nelle cose. I sondaggi -afferma l’esponente Fli- dicono che se si va al voto il Pdl perde tra i 60 e gli 80 parlamentari a vantaggio di Bossi e nostro".
Bocchino interviene anche sul programma in cinque punti presentato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul quale il premier non e’ disposto a trattare e avrebbe detto infatti ‘prendere o lasciare’. "E’ una logica -afferma il presidente dei deputati di Fli- che appartiene piu’ al commercio che alla politica. Non possiamo accettare che ci si chieda un consenso al 100% di un percorso alla cui elaborazione non siamo stati chiamati a partecipare, e che contiene argomenti che non fanno parte del programma". Il presidente dei deputati di Fli ribasce poi che "l’enunciazione dei cinque punti di programma e’ una vittoria politica di Fini".
Bocchino interviene anche sul processo breve: "Nessuna pregiudiziale ma anche nessun aut aut. Non ci e’ chiaro neppure quel passaggio inserito nel documento e che fa riferimento ai procedimenti civili pendenti. Siamo a favore di uno scudo giudiziario per Silvio Berlusconi, vittima di una aggressione giudiziaria. Dunque, va bene il lodo Alfano costituzionale. Le soluzioni alternative ci lasciano perplessi, non le capiamo, vorremmo discuterne. Per sottrarre Berlusconi da indubbie aggressioni si minano al cuore regole di sistema, facendo saltare un numero spropositato di processi che coinvolgono molti cittadini in attesa di giustizia".
