Stefania Brusca

Silvio Berlusconi tira dritto e conferma la linea tracciata per rispondere al ciclone giudiziario che ha coinvolto funzionari pubblici, esponenti del Pdl e membri del governo. Dall’opposizione, pero’, piovono le critiche per quello che Pd e Idv definiscono un ”bluff” o uno ”spot” elettorale. Intanto, sul tema della corruzione, interviene anche Avvenire, il quotidiano dei vescovi, che in un editoriale lancia un appello alla politica affinche’ si presenti con liste ”pulite” escludendo dalle candidature ”pregiudicati”.

 

Come altre volte in passato, il presidente del Consiglio approfitta della ‘vigilanza’ dei cronisti sotto palazzo Grazioli per precisare e chiarire cio’ che legge sui quotidiani. A mandargli di traverso la colazione, stavolta, le interpretazioni sui motivi che hanno portato al rinvio del disegno di legge contro la corruzione: ”Siamo stati tutti insieme concordi di farlo piu’ articolato; la prossima settimana penso che sara’ pronto. Sono stato io a volerlo, io a proporlo e io poi, a seguito della discussione approfondita che si e’ svolta in Cdm, a ritenere che poteva essere migliorato”, scandisce il Cavaliere Il capo del governo, dunque, conferma di voler dare un segnale al Paese, anche in vista del voto di marzo.

 

Ma nega di temere contraccolpi per il coinvolgimenti di alcuni esponenti del centrodestra: ”Non sono assolutamente preoccupato”, premette, ribadendo che a suo giudizio si tratta di ”casi singoli” che possono capitare ovunque, nelle aziende e persino nell’Arma dei Carabinieri. Perche’, aggiunge, ”e’ statisticamente provato che su 100 persone qualcuno che fa il proprio interesse in maniera non legittima c’e’ sempre”. Insomma, alcune mele marce sono inevitabili. Appare evidente che non pensa ne’ a Guido Bertolaso, ne’ a Denis Verdini; entrambi finiti nelle intercettazioni della magistratura. Il suo dito, anche se non lo dice, sembra piuttosto essere puntato su casi eclatanti: come quello di Milko Pennisi, l’ex presidente della commissione urbanistica di Milano arrestato giovedi’ scorso con l’accusa di aver intascato una mazzetta. Oltre al giro di vite sulla corruzione, Berlusconi non ha in mente altre ricette se non quelle gia’ messe in cantiere: a cominciare dalla riforma della giustizia, che continua a ritenere ”fondamentale”, e dalla stretta sulle intercettazioni. ”Andiamo avanti con il ddl”, spiega Berlusconi confermando che il testo gia’ approvato a Montecitorio sulle intercettazioni non si tocca.

 

Critica l’opposizione. ”Non si sa di cosa stiano parlando. Come al solito agli annunci del governo non seguono mai i fatti” commenta da Sanremo Pierluigi Bersani che, in attesa di assistere al festival sulla canzone, definisce le scelte sul ddl corruzione ”un bel dietrofront se all’improvviso si convertono alla legalita’ e alla trasparenza”. ”Se queste sono le basi, e’ impossibile pensare ad una convergenza sulle norme anticorruzione”, afferma Andrea Orlando, presidente del Forum Giustizia del Pd. Sulla corruzione ”siamo semplicemente di fronte all’ennesima reclame elettorale del governo Berlusconi”, gli fa eco il candidato del centrosinistra in Puglia Nichi Vendola.

 

Ancora piu’ duro, Antonio Di Pietro: ”Denuncio l’ennessima truffa elettorale del venditore di tappeti Berlusconi”, attacca il leader dell’Italia dei Valori secondo il quale se il capo del governo vuole davvero contrastare i reati contro la pubblica amministrazione deve farlo attraverso un decreto. Sul tema della corruzione interviene anche l’ Avvenire che in un editoriale invita i partiti a non mettere nelle liste per le Regionali ”corrotti e indegni” e parla di ”’sentore cadaverico della seconda Repubblica” che potrebbe preludere a un ritorno della ”cloaca di Tangentopoli”.