Il premier Silvio Berlusconi è salito sul palco di piazza San Giovanni per la manifestazione del Pdl sulle note di ‘Fratelli d’Italia’. Il premier ha intonato alcune strofe dell’inno nazionale. Sotto il palco le bandiere del Pdl. "Evviva, evviva, evviva, un grande abbraccio a tutti! E grazie di cuore di essere qui di avere accettato il nostro invito. Siamo tantissimi", sono state le sue prime parole.
In piazza ”non andiamo contro qualcuno”, ma ”ci prendiamo questo pomeriggio romano per comunicare a tutti la nostra passione e la nostra voglia di cambiare paese con l’energia del consesno” insieme a ”tutti gli italiani cha amano il paese”. Così ha iniziato il suo comizio il presidente del Consiglio. Berlusconi ha anche ribadito il "diritto a non essere spiati" e contemporaneamente "il diritto al voto".
L’attacco all’opposizione parte subito diretto e senza preamboli: "Sono anni che la sinistra dice di essere cambiata ma i loro uomini sono sempre gli stessi, i loro comportamenti sono sempre gli stessi e gli alleati che si sono scelti sono peggio di loro. Hanno messo su una mescolanza terrificante e vanno a braccetto, anzi ammanettati, al campione del giustizialismo".
Dal palco di piazza San Giovanni il Premier cita le parole usate nel suo messaggio in occasione della discesa in campo nel ’94: ”Dissi: l’Italia e’ il paese che amo qui ho le mie radici le mie speranze i miei orizzonti…”. E poi: ”Non voglio vivere in un paese dove e’ a rischio la liberta. Quelle parole sono valide ancora oggi, anzi oggi ancora di piu’. Sono anni che la sinistra afferma di essere cambiata, ma non e’ vero”.
"Vi posso fare qualche domanda?". Così Silvio Berlusconi ha interrogato la folla: "Volete che torni l’Ici? Volete che le tasse siano piu’ alte? Volete porte aperte agli immigrati? Volete le risse in tv, pollai pagati con i vostri soldi? Volete i processi farsa in tv senza che ci si possa difendere? Questo accadrebbe se le promesse della manifestazione del centrosinistra a piazza del Popolo si avverassero con una vittoria alle politiche". E di fronte ai ripetuti "no!" dei manifestanti, Berlusconi esclama: "Bene, vedo che avete studiato".
"Porteremo la riforma della giustizia in Parlamento subito dopo queste elezioni – ha continuato Berlusconi – l’inchiesta di Trani e’ l’ultimo atto, il piu’ ridicolo dell’alleanza della sinistra con le procure politicizzate. Le procure hanno passato mesi ad ascoltare le mie telefonate”. Dicono che sono ”casuali… Cosi’ casuali -rimarca il Cavaliere- che hanno ascoltato me per ben 18 volte e per 150 volte ministri e parlamentari. Con soldi pubblici che si potevano benissimo risparmiare”.
Per Berlusconi, ”la scelta della sinistra di cavalcare le inchieste” in campagna elettorale ”e’ cinica ma comprensibile”, perche’ ”una campagna elettorale basata sui fatti sarebbe stata disastrosa per la sinistra, sarebbero usciti distrutti”.
Infine il premier ha concluso il suo comizio affermando che "nel Lazio il Pdl vincerà lo stesso, dobbiamo essere grati a Renata Polverini e ai militanti di Roma che senza una lista di riferimento stanno lavorando e il loro impegno verra’ premiato, come e’ giusto che sia”.
Come se fosse una premiazione, Silvio Berlusconi ha chiamato sul palco di piazza San Giovanni i candidati governatori della maggioranza alle prossime elezioni regionali. E con ognuno di loro si è fermato a scambiare qualche battuta. Terminata la presentazione il premier ha invitato i 13 candidati a mettere una "mano sul cuore" e leggere il programma per l’Italia da sottoscrivere chiedendo loro di fare un giuramento davanti alla folla.
