"Nessuno si sottrae al giudizio dell’aula: nel caso di una mozione di sfiducia, ne parlerò con il presidente Lombardo, così come ho ho fatto in questi giorni. Non mi faccio comunque intimorire dall’attacco ingiustificato di un giornale che vuole screditarmi. Ho smentito tutte le illazioni, ma non è stato dato alle mie repliche il giusto risalto", ha detto l’assessore regionale Gaetano Armao, commentando la possibile mozione di sfiducia che potrebbe essere presentata all’Ars.
“La tracotanza di alcuni giornalisti della redazione della Repubblica di Palermo non ha limiti. Dopo aver tirato per la giacca il presidente del Tar Sicilia, Giorgio Giallombardo, in una smentita nei miei confronti mai data. Dopo aver costretto lo stesso presidente del Tar a una chiarissima precisazione che ha sottolineato la correttezza di quanto da me affermato. Forse per un evidente mix di ignoranza giuridica e di malafede, alcuni esponenti della redazione di Palermo di questo quotidiano continuano a non rispondere alle tre domande che ho posto. E cioè: 1) se ci siano presenze riconducibili alla famiglia Falck nell’azionariato del gruppo editoriale. 2) come mai il giornale, una volta schierato contro i vecchi termovalorizzatori in Sicilia, non si occupi della vicenda dei contributi miliardari del Cip 6. 3) a cosa si debba una così dura campagna di aggressione nei miei confronti, nonostante le puntuali smentite tempestivamente offerte e da loro regolarmente ignorate”, ha concluso Armao.
La mozione di censura (e non di sfiducia, come detto in precedenza) potrebbe andare in Aula domani, anche se si attende la conferma del presidente dell’Ars Francesco Cascio di ritorno da Buenos Aires. Dell’argomento discuterà oggi il Pd, mentre anche l’Udc si dice pronto a presentare una mozione.
