Caos all’Ars durante la discussione del piano casa, tra deputati dell’opposizione che abbandonano Sala d’Ercole per protesta, mentre qualcuno nell’Mpa attacca il governo, forse già pronto a migrare verso altri lidi. Solo il preambolo di quello che accadrà nelle prossime settimane. Tra qualche ora approda in aula il ddl sui rifiuti che riduce gli Ato. Su questo campo si misurerà la consistenza della maggioranza che sostiene il Lombardo-ter.
Faticosamente l’intero articolato del piano casa è stato approvato. E alla fine ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni, previsti nel disegno di legge, saranno estesi anche alle attività artigianali e industriali nelle aree gestite dai Consorzi Asi e nelle aree D. La norma, contenuta in un emendamento del governo e varata dopo un lungo e animato dibattito in aula, esclude invece le attività commerciali di qualunque dimensione, le strutture alberghiere e turistiche. Gli incrementi potranno essere del 15 per cento e del 25 in caso di demolizione e ricostruzione. Il limite cresce di un ulteriore 10 per cento con l’utilizzo dei pannelli fotovoltaici. Bisognerà aspettare martedì prossimo, però, perché il ddl diventi legge. Rinvio tecnico concesso dal presidente dell’Ars Francesco Cascio perché, a causa dei tanti cambiamenti che ha subito il provvedimento, ai tecnici dell’Ars serve tempo per costruire l’impalcatura della legge.
Un percorso lungo e tortuoso, e all’Ars è stata bagarre. Pdl e Udc hanno annunciato che non voteranno la legge, e hanno abbandonato l’aula per protestare contro un emendamento del governo sulla delocalizzazione delle abitazioni dalle aree sottoposte a vincolo di inedificabilità. Inviperito il capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini. "E’ una vergogna: questo piano casa in esame in aula il governo a chi lo sta destinando? Agli abusivi" ha detto, invitando i deputati del suo partito a uscire da Sala d’Ercole. Il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha difeso il provvedimento, sostenendo che saranno i Comuni ad individuare gli edifici situati nelle zone con vincoli di inedificabilità, e le aree edificabili dove ricostruirli. Secondo il governatore, inoltre, durante la redazione dell’emendamento erano presenti tutti i capigruppo, che avevano dato il loro assenso al governo. L’emendamento è poi stato ritirato.
Molto critico anche lo Scudocrociato. "Questa legge del Piano casa porta solo il nome ma in realtà è diventata una cosa diversa. Stasera è passato anche ciò che ritenevamo impossibile: l’allargamento dei benefici per gli immobili adibiti ad attività artigianali ed industriali gestiti dai consorzi Asi e nelle aree D. Questo Piano casa ormai è stravolto ed ha perso lo spirito iniziale, nell’ignavia del presidente Lombardo", dice Rudy Maira, capogruppo Udc all’Ars. "Siamo riusciti a smascherare chi, abbandonando l’aula e non accettando il confronto democratico, ha dimostrato di avere come unico scopo quello di far deflagrare la maggioranza. Sempre più ‘lealisti’ ai propri interessi e sempre meno a quelli della Sicilia", commenta il capogruppo del Pdl-Sicilia Giulia Adamo.
La seduta è andata avanti per ore tra interruzioni e riscritture di interi emendamenti. E la maggioranza sembra avere perso qualche pezzo per strada, visti i violenti interventi in aula contro il governo del deputato dell’Mpa Cateno De Luca, da giorni al centro di voci su un possibile passaggio al gruppo misto. Il deputato è stato poi accolto in sala stampa dagli applausi degli "ammutinati" del Pdl e dell’Udc.
Niente ampliamenti nei centri storici dopo che i lealisti hanno ritirato l’emendamento che li prevedeva, presentato da Fabio Mancuso. Il compromesso si è raggiunto dopo l’impegno, da parte del capogruppo del Pd Antonello Cracolici, a discutere la norma in commissione Ambiente. Col parere favorevole del governo, il provvedimento stralciato sarà inserito in un apposito ddl. Il ritiro ha provocato malumori nell’Udc, che aveva condiviso l’emendamento dei lealisti. Toto Cordaro ha contestato a Mancuso di avere agito senza un confronto preventivo con lo Scudocrociato.
Udc che durante la seduta aveva provato ad accelerare i lavori d’aula con la richiesta di ritirare tutti gli emendamenti, rimandando alcune norme alla definizione di un testo unico sull’urbanistica e l’edilizia. La proposta è stata condivisa dal capogruppo del Pdl-Sicilia, Giulia Adamo, ma è poi rimasta lettera morta, visto che si è continuato a battagliare a colpi di emendamenti sino a sera tarda.
