Enzo Bonsangue

L’accademia della Crusca, che dovrebbe rientrare negli enti aboliti con la manovra finanziaria del governo, ”non morira”. Lo assicura all’Adnkronos la presidente, Nicoletta Maraschio, che annuncia una lettera-appello al Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

 

APPELLO. ”Ci rivolgeremo anche al nostro ministro di riferimento, Giancarlo Galan, e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta – aggiunge Maraschio – che ci ha sempre dimostrato grande vicinanza”. Si sice ”sorpresa” la presidente, per una notizia che, ”ha dell’incredibile” sia perche’ ”la natura giuridica pubblica dell’Accademia e’ legata a un parere del Consiglio di Stato e a un decreto dei ministri Calderoli e Brunetta” sia perche’ l’ente ”costa allo stato 190mila euro come contributo tabellare” e dunque la sua abolizione comporterebbe ”un risparmio davvero esiguo”. Dunque un ”gesto sconcertante che lo Stato fa contro se’ stesso contro un parere del consiglio di Stato e contro decreti emanati dal governo” ma anche un gesto ”simbolicamente molto negativo verso ente attivo nella tutela e valorizzazioone della lingua italiana”. ‘Aspettiamo da 3 anni circa una legge che ci definisca come esplicitamente bubblici – spiega Maraschio – e che ci dia una una dotazione ordinaria di funzionamento. Questa legge non e’ arrivata e invece e’ arrivata la proposta di cancellazione”. In questa condizione di incertezza rispetto alla natura giuridica, la Crusca continuera’ dunque a esistere ”come istituto di ricerca privato con fine istituzionale chiaramente pubblico, perche’ la lingua italiana e’ evidentemente patrimonio nazione – conclude la presidente – Avremo ancora il contributo tabellare dal Mibac e vedremo come sopravvivere attraverso finanziamenti di privati, banche ed enti locali”.

 

RASSICURAZIONI. ”L’Accademia della crusca non chiudera”’. E’ quanto assicura all’Adnkronos il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan. In merito ai tagli previsti dalla manovra economica, spiega: ”Troveremo la soluzione per non far morire questa istituzione storica che e’ l’unico baluardo a salvaguardia delle radici della lingua italiana”.