Stefania Brusca

Puntare in alto. Immaginare e poi realizzare concretamente un salto di qualità per Palermo. Più di venti gruppi tra movimenti e associazioni di cittadini si sono riuniti oggi nella sede del Comitato per il Bene Collettivo per confrontarsi sui temi dell’ottimizzazione e della trasparenza della gestione dei beni comuni del capoluogo siciliano, anche in vista delle prossime elezioni amministrative. Obiettivo dell’incontro però era innanzitutto riunire la società civile che spontaneamente in questi ultimi anni ha aderito a organizzazioni volte al miglioramento e alla rinascita della città, per strutturare un intervento comune.

 

Il prossimo incontro è previsto a dicembre. I gruppi che decideranno di aderire all’iniziativa, secondo il settore specifico, contribuiranno a formulare le proposte da presentare all’amministrazione comunale.

 

Il Comitato ha dato un input a questo processo stilando un nuovo modello per la città, in dieci punti. In particolare il nuovo assetto pensato dai promotori dell’iniziativa si basa essenzialmente su tre elementi: sindaco, consiglieri, assessori valutabili e revocabili dalla cittadinanza, partecipazione attiva dei palermitani attraverso forme strutturate per legge e nuovi strumenti di democrazia diretta. Nella seconda parte prevede poi interventi urgenti per la riqualificazione del patrimonio comune. “Anche se il progetto sembra in questo momento lontano dalla realtà, la partecipazione attiva e propositiva dei cittadini degli ultimi anni lo rende possibile”, dice Fabio Alfano, co-coordinatore del Comitato. Per quanto riguarda gli investimenti di denaro pubblico previsti dal decalogo “la prima parte del programma è a costo zero, per i progetti di riqualificazione serviranno dei fondi”, sottolineano gli organizzatori dell’incontro. Il prossimo passo? “Essere riconosciuti a livello istituzionale”, conclude Alfano.