Salvatore D'Anna

La munnizza ricopre le strade e appesta le vostre vite? Non trovate lavoro e state seriamente pensando di partire con la valigia di cartone come hanno fatto i vostri nonni? Vi spaccate la schiena per guadagnare una miseria e non sapete come arrivare a fine mese? Nessun problema, c’è chi pensa a voi. Mentre il Bilancio e la Finanziaria giacciono in commissione all’Ars, se il piano rifiuti ha avuto più stesure dei “Promessi Sposi”, e il piano casa ha avuto un iter a dir poco travagliato, è sbarcato a Sala d’Ercole un disegno di legge che cambierà le sorti della Sicilia. Diciannove anni esatti dopo la legge quadro nazionale, anche la nostra regione si adegua e prova a disciplinare l’ordinamento della professione di maestro di sci. Il ddl, proposto dall’Udc e composto da dodici articoli, è stato incardinato dai parlamentari regionali. Entro domani dovranno essere presentati gli emendamenti. Che, ne siamo sicuri, arriveranno copiosi e corposi. Di sicuro un paio di sedute se ne andranno a parlare di slalom e discese libere.

 

La Sicilia, indubbiamente, ne sentiva la mancanza. Terra di sciatori incalliti, notoriamente piena di vette imbiancate e piste dove slalomeggiare, sentirà il sollievo di una legge ad hoc che eviterà agli abusivi di esercitare la professione. Pensavamo che di abusivi ci fossero case e posteggiatori, ma evidentemente sbagliavamo. Sarà istituito un collegio regionale dei maestri di sci in Sicilia e un albo, la cui iscrizione sarà subordinata al conseguimento dell’abilitazione. Previsti anche corsi di qualificazione professionale e di aggiornamento obbligatori, cui è subordinato il rinnovo dell’iscrizione all’albo. Corsi articolati in tre moduli, uno didattico, uno culturale e uno tecnico, da frequentare dopo avere dimostrato di sapere salire sugli sci senza scivolare per terra. I maestri dovranno quindi sostenere un esame, valutati da una commissione composta da undici persone: un esperto, tre maestri di sci (rispettivamente per quello alpino, per il fondo e per lo snowboard), tre istruttori nazionali di sci, tre esperti nelle materie culturali dell’esame e un segretario, scelto tra i dipendenti dell’assessorato regionale al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo. Solo gli iscritti all’albo potranno esercitare stabilmente la professione, chi sgarra incorrerà in sanzioni amministrative. L’apertura delle scuole di sci dovrà essere autorizzato dall’assessorato.

 

Non ce ne voglia chi di questo mestiere onestamente vive ma, forse, i cittadini dagli inquilini del parlamento siciliano l’Isola si aspettano ben altro tipo di risposte.