Stefania Brusca

"I magistrati sono un pezzo del Paese. All’Italia in questo momento viene chiesto un sacrificio per il bene di tutti. I giudici non dovrebbero sottrarsi a questo sacrificio". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, commentando lo sciopero indetto dall’Anm per l’1 luglio anche per protestare contro i tagli degli stipendi decisi dal Governo per i magistrati. "Per il rinnovo del Csm si è aperta la campagna elettorale a fine gennaio con le proteste dei magistrati messe in scena durante l’inaugurazione dell’Anno giudiziario. Questa campagna è durata in tutti questi mesi e si concluderà l’1 luglio con lo sciopero annunciato dalle toghe. Il 3 luglio ci sarà il voto della nuova composizione del Consiglio superiore della magistratura. Mi sembra evidente che lo sciopero, a questo punto, sia politico". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, a margine della presentazione del Primo corso universitario sulla gestione dei beni confiscati alla mafia, a Palermo.

 

"Nella lotta alla mafia è scesa in campo una grande squadra fatta dalla Società civile, dai Magistrati, dalle Forze dell’ordine, dagli Avvocati e dal Governo. Una squadra che si chiama Stato, Italia". Fa appello all’"unità" nel contrasto alla criminalità organizzata il ministro della Giustizia Angelino Alfano, a Palermo per la presentazione del Primo Corso universitario sulla Gestione dei beni confiscati. Il Guardasigilli ha ricordato l’unanimità raggiunta in Parlamento per l’approvazione di importanti riforme legislative in materia di lotta a Cosa nostra come il Codice Antimafia e il Decreto anti scarcerazione dei boss.

 

"Mi batterò per i giovani magistrati perché credo che a loro sia stato chiesto un sacrificio di gran lunga più elevato rispetto ai colleghi anziani". Pur ribadendo che lo sciopero indetto dai magistrati per l’1 luglio è "politico", il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha sottolineato di essere impegnato "a rappresentare le esigenze delle giovani toghe più colpite, all’interno della categoria, dal provvedimento del governo che impone i tagli alla retribuzione di giudici e di pm".

 

"Presso l’università di Palermo sarà costituito un gruppo di lavoro formato da docenti e magistrati che darà suggerimenti al ministero per rendere più efficace la normativa del Codice Antimafia, in discussione al Senato, e rafforzare i decreti attuativi del codice stesso delegati al Governo". Ad annunciare la costituzione del gruppo di lavoro, una sorta di tavolo tecnico che farà da consulente al ministero della Giustizia, è stato il Guardasigilli Angelino Alfano intervenuto, a Palermo, alla presentazione dei Primo Corso universitario di Gestione dei beni confiscati alla mafia.

 

"Le intercettazioni sono uno strumento indispensabile la cui disciplina resta inalterata per i reati di mafia e terrorismo. Si potrà, inoltre, continuare a intercettare anche per i cosiddetti reati satellite e per quelli comuni. Neppure un reato è stato sottratto alla possibilità di disporre intercettazioni. Anzi nella lista ne abbiamo inserito un altro: quello di stalking". Lo ha detto, a Palermo, il ministro della Giustizia Angelino Alfano. "Abbiamo raggiunto – ha proseguito il Guardasigilli – un buon punto di equilibrio tra la tutela del diritto di manifestazione del pensiero e quella della segretezza delle comunicazioni".

 

Continua la polemica tra l’Associazione nazionale magistrati e il ministro della Giustizia Alfano sulla manovra economica e sullo sciopero dei magistrati. "Se l’Associazione nazionale magistrati non avesse posto per prima il problema dei giovani magistrati, il ministro Alfano non se ne sarebbe neppure accorto", dice il Pm romano Nello Rossi, prendendo la parola al parlamentino delle toghe. E al ministro Rossi rivolge un invito: "Mi piacerebbe che si chiarisse le idee su cosa è la Anm: un giorno dice che è una corporazione, l’altro sostiene che è un soggetto politico. Lui dice che siamo un soggetto politico quando gli indichiamo gli sprechi che si potrebbero ridurre, come con la revisione della geografia giudiziaria. Non ci può accusare di essere un soggetto politico – conclude Rossi – quando alziamo lo sguardo".

 

“Il ministro Alfano prenda atto che anche stamattina tutti i soggetti interessati hanno evidenziato come il ddl sulle intercettazioni potrebbe produrre danni incalcolabili alla lotta alle mafie”. Lo ha detto il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia, che stamani ha partecipato alla presentazione del Corso di alta formazione per esperti in gestione e amministrazione dei beni, a cui ha preso parte il Ministro della Giustizia. “Sul codice antimafia – ha aggiunto Lumia – siamo pronti a fare la nostra parte con proposte moderne, avanzate e condivise con il mondo dell’antimafia: dare più competenze e strumenti ai magistrati sulle misure di prevenzione patrimoniale, per aggredire i patrimoni dei boss; adozione di norme più stringenti per combattere il riciclaggio internazionale; introduzione di norme sull’autoriciclaggio, di cui siamo ancora sprovvisti; introduzione della denuncia obbligatoria per gli operatori economici che pagano il pizzo; istituzione del conto dedicato per le imprese che vincono gli appalti”. “Inoltre – conclude l’esponente del Pd – è indispensabile dare più risorse e mezzi alla magistratura e alle forze dell’ordine. Oggi la pianta organica dei magistrati è carente di 1200 unità, per non parlare dei soldi per la carta e la benzina”.