Salvatore D'Anna

Il Governo Regionale sta facendo la sua parte, ma è necessario che l’Unione Europea riconosca lo stato di crisi per sostenere la nostra agricoltura e farla uscire dalla gravissima crisi in cui si trova e che sta portando in rovina migliaia di imprese e di lavori agricoltori. E’ stato questo il tema centrale dell’incontro che si è svolto stamani a Palermo tra l’assessore regionale all’Agricoltura Titti Buffardeci e la delegazione formata dall’assessore provinciale all’Agricoltura Stefano Castellino e dai rappresentanti dei comitati spontanei, comitati in rete, e CIA, incontro sollecitato dal Prefetto di Agrigento Umberto Postiglione. L’incontro fa seguito alle recenti manifestazioni degli agricoltori e alle sollecitazioni da parte delle varie organizzazioni e della stessa Provincia Regionale, che già alla fine del 2009 su iniziativa del Presidente D’Orsi aveva istituito l’unità di crisi, presieduta dall’assessore Stefano Castellino, ed elaborato il documento con le richieste degli agricoltori. Il Governo Regionale aveva fatto proprio il documento insieme alle varie sollecitazioni provenienti da sindacati e comitati, richiedendo con delibera di Giunta lo stato di crisi al Governo Nazionale, che in questi giorni ha formalizzato la condivisione dello stato di crisi da proporre a Bruxelles.

 

“Sinora – dice l’assessore provinciale all’Agricoltura Stefano Castellino – soltanto la Sicilia ha formalizzato, tra le regioni meridionali, lo stato di crisi, che potrà essere ottenuto solo se si supera l’ostacolo della diminuzione del reddito del 30% negli ultimi tre anni richiesto: in realtà basta dare un’occhiata ai prezzi di vendita all’ingrosso dei prodotti agricoli per rendersi conto della gravità della situazione, e che la diminuzione è di gran lunga superiore. Ieri comunque abbiamo ottenuto già dei primi importanti risultati: innanzitutto, l’assessore Buffardeci, anticipando una norma UE che dovrebbe entrare in vigore non prima del 2012, ha concesso per il 2010 il cosiddetto “disaccoppiamento”, ovvero un aiuto di 360 euro per ettaro per il settore vitivinicolo. Su questo punto il tavolo tecnico ha chiesto che venga aumentato utilizzato i fondi della vendemmia verde, ritenuta fortemente dannosa per il settore per la pianta stessa.

 

E’ stato ottenuto inoltre l’aumento della soglia UE del cosiddetto “de minimis”, ovvero la soglia minima di aiuto alle imprese, che passa da 7.500 a 15.000 euro, e in questo senso si sta anche cercando di ottenere non solo lo sgravio fiscale ma anche l’aiuto diretto. A Bufardeci abbiamo chiesto, ottenendo una riposta positiva, anche la rimodulazione del Piano di sviluppo rurale (PSR Sicilia), in modo da spostare le somme dall’asse 1 degli investimenti all’asse 2 dei pagamenti diretti per dare ossigeno agli agricoltori che comunque non sarebbero in grado di effettuare investimenti proprio a causa di questa gravissima crisi. Abbiamo ottenuto la firma del decreto sulla “condizionalità”, che favorirà l’accesso delle imprese ai bandi, attualmente troppo restrittivi, e infine altri 37,5 milioni,già stanziati ma bloccati, per impinguare il capitolo CRIAS, che comporterà un prestito a tasso agevolato di 30.000 euro a 3.200 aziende senza garanzie. Abbiamo ottenuto quindi i primi importanti risultati, ma abbiamo anche fatto presente che sarà molto difficile risollevare il mercato senza il controllo e la repressione delle frodi agricole, ovvero l’ingresso di prodotti da altri Paesi che vengono poi spacciati per siciliani con gravi ripercussioni economiche e gravi rischi sulla salute dei cittadini. Ed è grave che su 70.000 dipendenti, la Regione adibisca appena 29 ispettori, e perdipiù solo sui prodotti siciliani. Buffardeci ha condiviso in pieno il rilievo, e ha comunicato che ha già inserito come obiettivo dei direttori la formazione di 200 ispettori provenienti dalle SOAT e dall’ESA che saranno adibiti in porti, ferrovie, aeroporti e altri luoghi di transito dei prodotti agricoli per individuare e reprimere le frodi”.

 

Un altro impegno preso da Buffardeci su input del tavolo tecnico è quello di recuperare il marchio Agricoltura Sicilia per veicolare l’immagine dei nostri prodotti tipici. La Provincia Regionale si è anche impegnata a riproporre il documento nel quale si denunciavano le frodi ai danni di agricoltori e cittadini, consentendo all’assessore Buffardeci di attivare il un numero verde richiesto dal mondo agricolo per recepire le segnalazioni sulle frodi anche in via anonima. In questo senso l’assessore Castellino ha esplicitamente richiesto il coinvolgimento dei NAS e delle varie autorità di polizia. “E’ un importante traguardo – ha detto ancora Castellino – ma non basta, e per questo abbiamo anche proposto che la Regione, sulla scia di quanto già attuato in Veneto, vari una legge che privilegi, negli appalti per la ristorazione in scuole, ospedali ed altre strutture pubbliche, l’utilizzo di prodotti locali, e assegni inoltre ai ristoranti un riconoscimento progressivo, come ad esempio avviene nelle guide più prestigiose, qualora si privilegino le produzioni tipiche siciliane”.

 

Per quanto concerne infine il credito agricolo, vista l’estrema riluttanza delle banche a concedere prestiti alle imprese, lo staff dell’assessore Bufardeci ha lanciato l’idea di assegnare all’IRCAC la facoltà di concedere prestiti alle imprese, oltre che alle cooperative, ed una sorta di moratoria per la richiesta del DURC alle imprese stesse, che proprio in quanto in grave stato di crisi non possono certo essere in regola col pagamento di contributi. Di tutte queste richieste la Provincia Regionale, grazie all’impegno del Presidente D’Orsi, si è fatta garante insieme ai comitati, ma manterrà alta l’attenzione, convocando sin dalla prossima settimana l’unità di crisi (di cui fanno parte anche sindaci, sindacati, comitati, agronomi e periti agrari, protezione civile), affinché si ottenga dall’UE quello stato do crisi indispensabile per superare questa gravissima situazione che rischia di assestare un colpo durissimo al nostro tessuto economico e a migliaia di famiglie. “Colgo l’occasione – conclude Castellino – per sottolineare il lodevole lavoro fatto da Aiello per i comitati in rete, Giuseppe D’Angelo per i comitati spontanei e Lillo Licata della CIA”.

 

"Non voglio neanche prendere in considerazione l’ipotesi che Bruxelles non valuti con i crismi della massima serieta’, attenzione e scrupolo possibili, la richiesta di stato di crisi per l’agricoltura siciliana. Siamo di fronte a una crisi senza precedenti. Una crisi che oggi non e’ piu’ soltanto economica, ma motivo di grande allarme sociale". Lo afferma Titti Bufardeci, assessore del governo siciliano alle Risorse agricole e alimentari.

 

"Il presidente della commissione Agricoltura dell’Unione europea, Paolo De Castro, sostiene che lo stato di crisi non e’ previsto da alcuna norma vigente? – si chiede Bufardeci -. Non e’ una novita’, ma di fronte a queste situazioni servono misure straordinarie. D’altronde e’ stato lo stesso De Castro a sostenere questa tesi lo scorso 22 dicembre, quando affermo’ la necessita’ di fare qualcosa in piu’ dell’ordinario di fronte a una crisi mai vista". "Non accetto, poi, che il dramma dell’agricoltura siciliana venga liquidato alla stregua di una banale promessa politica – attacca l’assessore siciliano – e credo sia soltanto un refuso o un errore di interpretazione il fatto che di fronte a problemi di ordine sociale, pronti a sfociare da un momento all’altro in una crisi di ordine pubblico, il presidente della commissione Agricoltura dell’Unione Europea dichiari che non ci sara’ alcun tipo di intervento concreto".

 

"Il governo siciliano – continua Bufardeci – e’ al lavoro in sessione permanente di tavolo tecnico con gli uffici del Ministero, e i dati statistici sembrano essere, purtroppo, in linea per dimostrare la crisi di mercato".

 

"A tutti gli eurodeputati siciliani – prosegue l’assessore – chiedo di non indossare casacche di parte o di partito. Gli agricoltori siciliani sono in ginocchio, ognuno di noi deve mostrare senso di responsabilita’ e fare il possibile e l’impossibile per garantire un futuro di sviluppo di un asset strategico della nostra economia, pezzo importante della nostra storia".

 

Per quel che riguarda le accuse dell’eurodeputato Antinoro, sui presunti ritardi dell’amministrazione regionale nel trasferire risorse alla Crias per il funzionamento delle scorte destinate alle aziende agricole, Bufardeci afferma che "la polemica e’ fuori tempo massimo. Con la legge sull’agriturismo sono stati stanziati 37,5 milioni di euro".

 

“L’affermazione del Presidente della commissione agricoltura del parlamento europeo Paolo De Castro, con la quale ha manifestato la volontà di non riconoscere lo stato di crisi dei mercati agricoli in Sicilia, dimostra ancora una volta la profonda ostilità che vi è da parte del Parlamento e delle commissioni europee nei confronti della Sicilia. A dichiararlo è Salvino Caputo, Presidente della Commissione Attività  Produttive all’Ars, che ha chiesto al Presidente della Regione Raffaele Lombardo e all’assessore Titti Bufardeci, di informare il Parlamento con urgenza sui provvedimenti che intende adottare a tutela dell’agricoltura siciliana.

 

“Prima i provvedimenti negativi nel settore della pesca – ha dichiarato Salvino Caputo – adesso l’intervento di Paolo De Castro, che afferma che la richiesta dello stato di crisi dei mercati dell’agricoltura avanzata dalla regione siciliana non è prevista da alcuna norma, quindi non verrà adottato nessun provvedimento a favore degli agricoltori. Siamo stanchi di subire i dinieghi e le vessazioni dell’Europa nei confronti della Sicilia, che oggi è costretta a registrare lo stato di malessere e di gravissimi crisi che sta distruggendo l’economia agricola siciliana”. Caputo ha disposto una riunione urgente della commissione attività produttive alla presenza del governo e degli europarlamentari eletti in Sicilia per adottare iniziative di protesta contro le decisioni del commissario europeo.