Salvatore Parlagreco

“Se le dazioni di denaro di Luigi Lusi sono legittime, Enzo Bianco e gli altri dicano se hanno preso soldi da Lusi. Voglio saperlo, ne ho il diritto. Non solo io, a questo punto, ma gli italiani. Chi ha avuto i tredici milioni di euro…”.

 

Rino Piscitelli, ex deputato della Margherita, firmatario dell’esposto giudiziario, insieme con altri quattro componenti dell’Assemblea federale, ha un diavolo per capello.

Quando gli riferiamo i contenuti della nota di Enzo Bianco, il Presidente dell’Assemblea federale esprime sconcerto ed irritazione. “I bilanci sarebbero stati approvati all’unanimità e non ci sarebbe stata alcuna contestazione? Non è affatto vero”, protesta, “C’è stato dissenso, ma il problema principale per me è un altro: quali iniziative politiche sono state assunte con i tredici milioni di euro dei rimborsi elettorali e chi le ha autorizzate?”


Lei, dunque, non ne sapeva niente? Non ha esaminato i bilanci? Non ha partecipato alle riunioni in cui si sarebbero dovuti approvare?

“Non sono stato mai invitato alle riunioni dell’organismo deputato all’esame, l’Assemblea federale. Ho appreso, leggendo la memoria difensiva di Luigi Lusi, che Gaspare Nuccio non è stato invitato perché ha lasciato il Pd e, nientemeno, perché in un articolo avrebbe criticato Walter Veltroni. Io, invece, sono stato depennato perché ho abbandonato il Pd. Ma se la Margherita non era più un partito, perché mai avrei dovuto essere sequestrato a vita…”.

Gaspare Nuccio ha vissuto la stessa condizione di escluso. Bianco non l’ha mai invitato. Per questa ragione ha assunto con gli altri l’iniziativa giudiziaria. “Enzo Bianco sostiene che nessuno ha avuto alcunché da obiettare sui bilanci?”, Lo credo bene, invitava quattro gatti, quei quattro cui andava bene tutto, devo supporre”, ci dice Nuccio. “L’Assemblea”, prosegue, “è composta da 300 persone, ma erano presenti in quindici, venti. Un incontro fra amici…E gli altri?”

Già. Gli altri, onorevole?

“L’opacità, la verticalità sono evidenti. Eppure si amministravano i soldi dei cittadini, non si trattava di donazioni. Doveva esserci un obbligo morale, la trasparenza. È inconcepibile che un partito finisca di esistere e mantenga i soldi pubblici nelle sue casse. È questo sistema odioso e sconcertante che ha dato a Luigi Lusi il potere di spendere i soldi come meglio ha creduto, di assegnarli magari senza scontentare nessuno, altrimenti non avrebbero approvato i bilanci….”.

Che parte ha avuto Enzo Bianco?

“Deve spiegare con quale diritto discriminava i componenti dell’Assemblea, perché non ci invitava. Forse avremmo turbato il clima …”.

Enzo Bianco, come Rino Piscitelli e Gaspare Nuccio sono siciliani: la sorte ha voluto che fossero coinvolti in questa storia, metafora della partitocrazia post-tangentopoli. Il fiume di denaro che finisce ai partiti viene amministrato senza controlli né regole.