Alessio Ferlazzo

Tanto tuonò che piovve: si è aperta una breccia sulla Porta Pia di Palazzo dei Normanni. E’ stato il vice capogruppo parlamentare del PD, Giovanni Barbagallo, a sparare il colpo di cannone a distanza ravvicinata. 70 deputati su novanta percepiscono un bonus che aggiunge allo stipendio una indennità aggiuntiva, denuncia Barbagallo, e questa si somma ad altre indennità spettanti ad ogni deputato regionale.

Il parlamentare del Pd ha scritto una lettera al presidente dell’Ars, Francesco Cascio chiedendo di tagliare queste somme per risparmiare. Secondo uno studio da lui redatto i bonus costano alle casse pubbliche circa 100 mila euro al mese e quindi oltre un milione l’anno. "Ognuno dei due vicepresidenti – sostiene Barbagallo in una intervista al Giornale di Sicilia – incassa una indennità aggiuntiva di 5.149 euro lordi al mese. I tre questori si fermano a 4.962 euro ciascuno. I tre segretari del consiglio di presidenza hanno 3.316 euro e la stessa cifra guadagnano i 10 presidenti delle commissioni. I 23 vicepresidenti delle commissioni si fermano a 829 euro in più al mese mentre gli 11 segretari delle stesse commissioni ricevono 414 euro".

Bonus ricevono anche i 4 capigruppo e i 9 parlamentari nominati assessori. Il deputato del Pd ricorda che "questi soldi si aggiungono a uno stipendio base di 11.703 euro lordi a cui si assommano 4 mila euro di diaria e altri benefici".

Chi approfitterà della breccia per rimettere a posto i conti e portare alla normalità i costi di Palazzo dei Normanni?

La breccia Porta Pia sarebbe rimasta solo un passaggio, una cannonata ben assestata,  senza i  bersaglieri. L’iniziativa è stata assunta dal gruppo parlamentare PD o da uno dei suoi componenti? E visto che la breccia è stata fatta, il gruppo ne approfitterà, facendone una battaglia politica?

La replica del Presidente dell’Ars, Cascio, sempre sulle colonne del quotidiano, non lascia presagire nulla di buono: "Sono aperto a qualsiasi soluzione”, fa sapere Cascio, ma avverte: “La proposta va approvata o bocciata dal consiglio di presidenza. Deciderà la maggioranza”.

Quale sia, dunque, il suo punto di vista non lo sappiamo. Se è aperto a qualsiasi soluzione, significa che potrebbe accogliere la proposta di Barbagallo ma anche respingerla. Dipenderà dai numeri. Potrebbe fare una proposta al Consiglio di presidenza, è questo che fanno i presidenti generalmente. Ma non l’ha anticipata la rpèoposta, quindi potrebbe non farla e lasciare che il Consiglio prenda le castagne dal fuoco.  E fin qui Cascio sta dentro il clichet che da Ponzio Pilato in poi ha fatto la fortuna, ma anche la sfortuna, di una schiera interminabile di uomini politici. C’è di più, la parte più “inquietante” e, forse, più importante della replica di Cascio al deputato del PD. Da essa traspare l’irritazione e, forse, anche una certa insofferenza. “Barbagallo”, osserva il Presidente dell’Ars, “spesso assume posizioni demagogiche nella consapevolezza che rimarranno lettera morta".

Il giudizio  che Cascio dà di Barbagallo è pessimo. Il deputato del PD, riferisce il Giornale di Sicilia, secondo Cascio assume iniziative che non possono andare in porto, appunto perché demagogiche, quindi improponibili, e lo fa perché sa bene che sono tali. Barbagallo non metterebbe il becco fuori se poco poco intuisse che la sua iniziativa potrebbe avere successo. In definitiva, Barbagallo non solo non crede a ciò che denuncia, ma non vuole ciò che chiede. Siamo alla frutta, come diceva il venditore ambulante, quando la verdura se l’erano portata a casa ed aveva voglia di lasciare il marciapiede.

Due settimane or sono un altro deputato PD, Pino Apprendi, inviò, a sua volta, una lettera al Presidente Cascio per avere notizia dei deputati e loro accompagnatori che avevano viaggiato con il trattamento di missione, ivi ciompreso il Presidente dell’Ars. La risposta che ricevette fu negativa. Cascio spiegò di non potere dare le informazioni richieste perché avrebbe trasgredito le norme sulla privacy. La spiegazione ha provocato perplessità, perché le missioni vengono autorizzate ai deputati quando si svolgono compiti di rappresentanza o di rilevanza istituzionale. Apprendi non aveva chiesto di sapere dove andassero i suoi colleghi, e con chi, a fine settimana, quali alberghi frequentassero e dove preferissero sedersi al ristorante. La privacy, ha fatto rilevare Apprendi, è sacrosanta in questi casi. Ma per il resto non c’è privacy che tenga, “voglio sapere", afferma, "dove vanno e con chi partono, quando utilizzano i soldi dell’Assemblea e ricevono una indennità”.

Cospicua, aggiungiamo noi.

Le due iniziative, di Barbagallo e di Apprendi, non sono state assunte dal gruppo parlamentare di appartenenza. Questo non significa affatto che  ci sia disaccordo, ma nemmeno il contrario, che sia una scelta del gruppo. Sapremo nei prossimi giorni se la breccia di Porta Pia sarà utilizzata.

Qualche indizio indica che l’iniziativa di Barbagallo non sarà seppellita dal silenzio, com’è avvenuto altre volte in circostanze analoghe. E questo grazie anche alla replica del Presidente che non è stata digerita dalle parti del PD.

"Una classe politica che vuole essere credibile deve pensare ad azzerare i doppi incarichi e ridurre diarie, bonus, rimborsi e privilegi", afferma il deputato Nino Di Guardo (Pd). "E questo vale non solo per i parlamentari, ma anche per funzionari, dirigenti e consulenti, – aggiunge – quest’ultimi andrebbero ridotti soltanto all’indispensabile".

"Il nostro Paese – spiega Di Guardo – sta vivendo un momento economico molto difficile, migliaia di famiglie non riescono ad arrivare a fine mese e vi è un numero sempre più crescente di nuovi poveri, un fenomeno sempre più dilagante soprattutto in Sicilia". Per Di Guardo "Se la politica vuole essere credibile deve passare dalle parole ai fatti. Bisogna ridurre il numero dei parlamentari, da 90 a 70, eliminare gli sprechi, ma anche gli enti inutili. A cominciare da Province e Municipalità, che rappresentano soltanto un alto costo sociale. Non si possono chiedere sacrifici ai siciliani e continuare a mantenere centri di potere e privilegi inaccettabili".

Se Di Guardo pone un problema generale di costi alti e sprechi a Palazzo dei Normanni, il Presidente del Gruppo parlamentare PD, Antonello Cracolici, affronta il merito della risposta data a Barbagallo.

"Non è più accettabile che ogni volta che si pone un problema di moralità ed etica all’interno delle istituzioni", sostiene Cracolici, "si venga tacciati di demagogia: questo è solo un modo sbrigativo per sfuggire al problema. Le questioni poste dall’onorevole Barbagallo in merito alla congruità delle indennità di politici e amministratori sono più che fondate e vanno affrontate a tutti i livelli".

"Il caso della commissione Statuto dell’Ars – prosegue Cracolici – è addirittura emblematico: qui è in discussione la funzione stessa di un organismo che si riunisce solo sei volte in sette mesi. Mi auguro che i vertici del Parlamento regionale affrontino, ora sì è il caso di dirlo, senza demagogia questioni che altrimenti rischiano di indebolire l’immagine delle istituzioni".