Giulio Giallombardo

Un’ambientazione suggestiva che descrive le dinamiche storiche della societa’ spagnola alla fine dell’Ottocento. Una lingua simbolica, quella dell’autore spagnolo Miguel de Unamuno, ricca di metafore che evoca un clima politico segnato dall’ansia di difendere la tradizione e dal desiderio di cambiare.

Una lingua usata con efficacia da un autore tutto da riscoprire che puo’ ancora insegnare molto nei nostri tempi turbolenti. E’ tutto questo ‘Pace nella guerra’ il libro dello scrittore nato a Bilbao nel 1864 e morto a Salamanca nel 1936. Un volume da rileggere che consolida sul mercato la ‘giovane’ casa editrice Talete nata a Roma nel 2008, che lo pubblica con una ricca ed esaustiva prefazione di Otello Lottini, docente all’Universita’ di Roma3 e la traduzione a cura di Simone Trecca.

”Il nostro obiettivo -racconta il presidente Pier Ernesto Irmici che ha pubblicato gia’ altri quattro volumi- e’ stato quello di recuperare i libri ‘dimenticati’ o usciti dal mercato. Libri che, pero’, hanno ancora molto da dire e da insegnare. Il nostro interesse non e’ legato ad un genere in particolare: ci muoviamo a 360° gradi strappando all’oblio tutti i volumi che lo meritano, al di la’ del genere al quale appartengono. Finora -puntualizza- abbiamo pubblicato tra l’altro un saggio sul socialismo di Rosmini, una biografia su Theodor Herzl e un saggio di Filippo Turati".

"Ma abbiamo -annuncia- anche una novita’ in cantiere: ai primi di dicembre daremo vita ad una nuova collana dedicata alle biografie degli imprenditori. Il primo volume sul quale stiamo lavorando e’ quello dedicato alla figura di Leopoldo Parodi Delfino e al polo industriale di Colleferro”.

La scelta di muoversi a tutto campo nell’universo dei libri dimenticati viene rispettata anche in ‘Pace nella guerra’, un romanzo storico che, come ricorda Lottini nella prefazione, "ha goduto di una distratta attenzione da parte degli studiosi". La vicenda narrata si sviluppa nei Paesi Bassi e a Bilbao durante la seconda guerra carlista: una guerra che chiede ancora oggi un’attenta rilettura. L’intreccio di eventi che viene proposto e’ caratterizzato dal serrato confronto tra reazionari e progressisti. Un confronto che prefigura l’affresco articolato di un’epoca intera e di un paese animato da forti contrapposizioni.

 

Al centro della narrazione, dunque, emergono gli eventi compresi tra il 1872 e il 1876, segnati dalla terza guerra carlista. Eventi descritti attraverso la vita di due famiglie spagnole, gli Iturriondo e gli Arana, che incarnano le aspettative dei due schieramenti in campo, i ribelli carlisti e i lealisti liberali. I contenuti di questo romanzo, scrive Lottini, ”possono essere proiettati nell’attualita’ e possono suggerire riflessioni e parallelismi concettuali tra il passato e noi”.

 

Le due famiglie, che si misurano sul terreno incerto della guerra, rappresentano due modi di opposti di interpretare il contesto sociale in cui si muovono. In questo quadro, scrive ancora Lottieri, ”sul versante del carlismo lo scrittore descrive un mondo chiuso in se stesso, che vive ai margini della corrente della storia, isolato dall’avvenire. Guarda gli Iturriondo con la nostalgia di un mondo che sta finendo e con una sorta di emozione contenuta sul loro sguardo, che ideologizzava il passato e si scontrava con la realta’ del presente". Un mondo, il loro, destinato ad esaurirsi inesorabilmente.