"Erano in otto, alloggiavano in due stanze comunicanti. Hanno cominciato a giocare a ‘tutti contro tutti’". Lo racconta in un’intervista a ‘Il Mattino’ la preside della scuola media della zona di Posillipo, in seguito allo scandalo delle violenze sessuali ai danni di un tredicenne da parte dei suoi compagni di classe durante una gita a Fasano. "Mi hanno spiegato che questo gioco – continua la preside – se cosi’ lo possiamo chiamare, consiste nell’immobilizzarsi l’uno con l’altro". "Quasi sempre i ragazzi riescono a liberarsi – aggiunge – e, dunque, a tornare in gioco. Cosi’ non e’ stato quando e’ toccato a quel compagno, particolarmente esile, forse un po’ piu’ debole degli altri. Mentre gli altri lo tenevano fermo, uno di loro si e’ abbassato i pantaloni esibendo gli organi genitali. Il ragazzo mi ha spiegato che c’e’ stato un contatto superficiale, un’azione che sarebbe durata qualche istante. Nessun rapporto orale". "Quando lunedi’ mattina i genitori del ragazzo sono venuti a raccontarmi l’episodio – prosegue la preside – mi hanno chiesto di affrontare e risolvere la vicenda all’interno della scuola, senza denunce e possibilmente senza diffondere troppo la notizia". "Gli alunni sono stati sospesi per quindici giorni – conclude – intanto hanno gia’ cominciato un percorso di recupero e rieducazione. Vogliamo cercare di capire che cosa gli e’ passato per la testa".
Violenza di gruppo su tredicenne in gita La preside ricostruisce l’accaduto
12 aprile 2011 - 12:09
Roberto Rizzuto
