Via libera, in Puglia, a sponsor e griffe sui banchi di scuola. A novembre la Cgil e altre associazioni avevano presentato ricorso contro il bando emesso dalla Provincia di Barletta-Andria-Trani per la sponsorizzazione degli arredi scolastici da parte di aziende private. Il bando aveva subito destato polemiche nella regione come nel resto d’Italia.
L’assessore provinciale all’Istruzione Pompeo Camero aveva motivato tale decisione con la necessità di reperire risorse al fine di rendere più vivibili gli ambienti scolastici: “Potrò acquistare in un solo anno – aveva detto – quello che altrimenti avrei potuto fare in tre con i normali contributi della Provincia”.
L’iniziativa di Camero, tuttavia, si era scontrata con il dissenso dei sostenitori della scuola pubblica come luogo preposto alla formazione e all’educazione di liberi cittadini. “Il nome dello sponsor impresso sul banco – dice Francesco De Martino, responsabile della Rete degli studi medi della Bat – è un bombardamento pubblicitario che, a differenza di quello televisivo, non ci consente di cambiare canale”. Malgrado le rimostranze, il Tar ha però rigettato il ricorso presentato nel novembre scorso dall’avvocato Ettore Sbarra, con cui si chiedeva la sospensione e l’annullamento del bando in virtù della negazione di principi quali la trasparenza, la parità di trattamento, la proporzionalità e il principio di neutralità che dovrebbe ispirare l’agire della pubblica amministrazione. Dunque, al momento, via libera alle etichette nella scuola pubblica. A beneficiare dell’aiuto dei privati saranno ventisei istituti della Bat, ma non si escludono altre adesioni, in quanto il bando, sottolinea Camero, “era un avviso aperto”.
