Non ci sono soldi a sufficienza e, per questo motivo, l’amministrazione di Roma mette al bando nelle mense delle scuole comunali i cibi biologici. Continua, dunque, negli istituti della capitale, la cosiddetta “battaglia dei menu”, che appena due anni fa aveva lasciato sul terreno un’altra vittima illustre, vale a dire la cucina etnica. Una circolare emanata dal dipartimento Servizi educativi e scolastici il 1° dicembre scorso, e operativa da subito, sostituisce le pietanze biologiche con prodotti convenzionali più economici “in considerazione dell’insussistenza di fondi in bilancio”.
Per Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, si tratta di “un atto gravissimo che denuncia l’incapacità della Giunta Alemanno di governare la città. Prima – dice Peciola – si aumenta il costo delle mense scolastiche, per poi abbassare e peggiorare la qualità del servizio. Il centrodestra – accusa il consigliere – vuole favorire l’allontanamento delle famiglie dagli istituti pubblici, in sintonia con i principi privatistici della riforma Gelmini”. Peciola, quindi, chiede al Campidoglio di ritirare “questa assurda circolare”.
Ma per il sindaco Gianni Alemanno è meglio optare “per i prodotti a chilometri zero che per il biologico astratto. Rispetto ad un prodotto biologico che viene dalla Sicilia o da qualche altra parte – spiega il primo cittadino – noi preferiamo un prodotto anche non biologico, ma che venga dal territorio romano. È questo il senso della circolare che punta a far diventare le derrate delle mense a chilometri zero”.
