Roberto Rizzuto

Sette milioni di studenti, 370 mila tra sezioni e classi, 729 mila insegnanti, 237 mila personale Ata: sono i numeri che fotografano il nostro sistema scolastico. "Numeri significativi e consistenti che mostrano come le attività connesse all’avvio dell’anno scolastico ‘spostano’, e non solo numericamente, migliaia di persone" afferma il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna secondo cui "stabilità, continuità e valorizzazione del lavoro sono i principi che dovrebbero essere applicati".

 

"Ogni anno assistiamo a due processi paralleli: da un lato l’avvio delle lezioni, il regolare rientro in classe degli studenti e dei professori (per l’85% di ruolo) dall’altro il ripetersi delle file, delle verifiche estenuanti, dell’attesa per la chiamata per un incarico o una supplenza (per la copertura del 15% dei posti). Il paradosso al quale assistiamo – osserva Di Menna – è che la scuola italiana, funziona e produce risultati di qualità, nonostante la burocrazia pesi come un macigno. Bisogna: valorizzare quanti svolgono con competenza e passione il loro lavoro (riuniti già da oggi nei collegi dei docenti per programmare le attività didattiche); garantire continuità e sostegno alle attività evitando continui spostamenti e pratiche inutili; daare certezze a quanti aspirano a insegnare".