Alessio Ferlazzo

Caro libri? "E’ una colossale montatura" per Federico Motta, presidente dell’Associazione Italiana Editori che, questa mattina a Milano, ha presentato un’ indagine dell’Ispo, per la quale il 62% dei 31.360 libri scolastici in commercio ha un prezzo identico a quello dello scorso anno, mentre il 34% ha subito un aumento inferiore o uguale al tasso dell’inflazione. Solo il 4% avrebbe subito un aumento superiore alla media. E’ la percezione del costo dei volumi, ma non il loro prezzo – dice l’analisi della società di Renato Mannheimer – a crescere. Rispetto al 2007, infatti, l’indice di variazione media dei prezzi dei 31.360 libri scolastici per le scuole secondarie di primo e secondo grado si attesta allo 0,73%, rispetto a un tasso di inflazione del 4,1%. In particolare, alle medie la crescita dei prezzi è stata dello 0,66%, alle superiori dello 0,76%. Anche se per gli italiani, secondo un ulteriore sondaggio, la spesa per l’istruzione dei figli è la più giustificata, e viene prima di quelle per la casa, in questo momento di crisi – dice Mannheimer – le famiglie la sentono particolarmente gravosa. E così – arguisce il sociologo – si capiscono i motivi delle polemiche sul caro-libri. Quella che il presidente dell’Aie Federico Motta, invece, non capisce proprio, è la decisione, presa una settimana fa dall’ Antitrust, di avviare un monitoraggio sui costi dei libri scolastici: "Ritengo che le anticipazioni di giudizio che l’ Antitrust ha lanciato con questi nuovi controlli siano veri e propri processi alle intenzioni e questo – sottolinea – ci ha profondamente colpito, facendoci pensare a un intento persecutorio nei confronti dell’editoria". Gli editori non capiscono nemmeno perché il ministro dell’ Istruzione abbia apprezzato l’iniziativa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: "Entro febbraio – spiega Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell’Aie – la nostra associazione comunica al Ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici con i relativi prezzi, quindi, quando il ministro Gelmini dice che è contenta dei controlli dell’Antitrust, le ricordiamo che lei stessa avrebbe potuto farli già da mesi". Secondo gli editori, i media fanno spesso confusione tra caro libri e tetto di spesa, che indica il limite, stabilito dal Ministero, entro il quale deve essere contenuta la spesa per la dotazione libraria necessaria a ciascun anno di corso. "All’ inizio delle medie o del liceo, le famiglie affrontano delle spese per i libri che però durano per più classi e vanno quindi spalmate – precisa Greco – su più anni". Sulle nuove edizioni, poi, Greco ricorda che "i libri non si possono rifare se non hanno almeno il 30% di variazioni" e, comunque, "tre riforme in 10 anni giustificano i cambiamenti dei testi". Dagli editori, arriva anche una proposta: "I 65 milioni di euro finanziati per le elementari sono anacronistici, perché – domanda Greco – non distribuirli invece a tutti i livelli di scuola, ma solo per i meno abbienti e i più meritevoli?". Utile, propone un rappresentante dell’Associazione Librai, sarebbe anche detrarre dalle tasse le spese per i libri di scuola. Sulla possibilità di varare testi scaricabili da internet, invece, "il confronto con il Ministero resta aperto". Per questo Motta rinnova a Tremonti l’invito agli Stati generali dell’editoria, in programma a Roma il primo e il 2 ottobre.