Domenico Giardina

Tutti ormai aspettano l’uscita del primo film hollywoodiano su Julian Assange e il suo Wikileaks, ma intanto gia’ si materializzano i primi videogames sul celebre sito di rivelazioni scottanti. A lanciare l’idea di videogames, o meglio dovremmo dire ‘webgames’ visto che sono da giocare online (gratis), e’ il ‘Wikileaks Stories Project’ creato dal blog ‘Gnomes Lair’ e dallo scrittore e disegner di webgames Jonas Kyratzes. L’obiettivo e’ creare giochi fondati sul saggio di Assange ‘Conspiracy as Governance’ (la cospirazione come mezzo di governo) del 2006, che e’ la base della sua filosofia all’insegna della massima trasparenza contro ogni forma di segretezza di Stato.

 

Si tratta di un progetto aperto a tutti gli sviluppatori interessati. E i primi a farsi avanti sono stati gli italiani di Molleindustria, un collettivo di creatori di videogames, che ha dato vita a ‘Leaky World’. Il gioco viene definito sul sito di Molleindustria "un’interpretazione del saggio ‘Conspiracy as Governance’ di Julian. Collegate la classe di governo globale e sopprimete le fughe di notizie". Insomma, un gioco che consente di attuare in prima persona proprio quella ‘cospirazione come mezzo di governo’ denunciata da Assange nel suo saggio.

 

In effetti, il gioco, che si puo’ sperimentare sul sito di Molleindustria, prevede che i giocatori cerchino anzitutto di collegare con una linea rossa due punti (che rappresentano le ‘elite di potere’) trovati su un mappamondo, creando poi propri network di potere. La stessa linea rossa deve essere utilizzata per bloccare fughe di notizie. In alto sullo schermo si possono vedere i titoli di giornali su Wikileaks e altre informazioni segrete rivelate, i giocatori potranno cliccarci sopra. "Siamo contro qualsiasi criminalizzazione di Wikileaks e del suo fondatore – precisa il collettivo – la proliferazioni di piattaforme per ‘whisteblower’ (coloro che rivelano informazioni riservate per lo piu’ a scopo di denuncia, ndr) e un’ampia cultura della trasparenza sono beni vitali per le moderne democrazie".